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ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN GRECIA: GRANDE AVANZATA COMUNISTA PDF Stampa E-mail
sabato 13 novembre 2010

Sample ImageIl 7 novembre scorso si sono svolte in Grecia le elezioni regionali e le elezioni municipali. Il Partito Comunista (KKE) ha realizzato un grande balzo in avanti, ottenendo circa l’11%. Perdono il Pasok (socialisti) e Nuova Democrazia (destra). La dichiarazione della segretaria generale del KKE, Aleka Papariga. di Antonio Catalfamo

Il 7 novembre scorso si sono svolte in Grecia le elezioni regionali e le elezioni municipali. Il Partito Comunista (KKE) ha realizzato un grande balzo in avanti, ottenendo circa l’11% e incrementando del 3,3% i propri voti rispetto alle elezioni politiche del 2009 e del 3,6% rispetto alle precedenti elezioni amministrative del 2006. E’ l’unico partito ad aumentare i propri consensi. Il Partito Socialista (PASOK) perde circa dieci punti percentuali, passando da 44% al 34% dei suffragi, e più di un milione di voti, pur confermandosi, seppur di poco, la prima forza politica del Paese. Anche Nuova Democrazia, che rappresenta la destra, perde, sia in termini percentuali che in valore assoluto. Il caso della Grecia dimostra a tutti noi che si può fare, anche in Italia, un Partito Comunista alternativo ai riformisti e alla destra. Quì sotto una dichiarazione della segretaria generale del KKE, Aleka Papariga.

"E' noto a tutti che liste presentate su tutto il territorio nazionale con lo stesso nome nelle regioni e nei comuni dal KKE con gli altri militanti che si sono schierati insieme nelle lotte hanno ottenuto una crescita significativa ovunque. E' corretto quando i commentatori dicono che il KKE è l'unica forza politica che ha avuto un aumento significativo nelle elezioni a livello locale e regionale. Voi sapete che fin dall'inizio abbiamo investito la nostra battaglia per le elezioni locali di un carattere politico.

Abbiamo fatto appello al popolo di votare contro PASOK e ND [rispettivamente Partito socialdemocratico e Partito conservatore che si sono avvicendati al governo, ndt] in quanto responsabili delle barbariche misure adottate e di quelle ancora da venire nel corso degli ultimi 20 anni, tra cui includiamo indubbiamente il 'memorandum'. Abbiamo chiamato il popolo a raccolta, alla lotta e al contrattacco per fronteggiare i problemi urgenti ma anche per creare i presupposti di un più generale rovesciamento di queste politiche, per un cambiamento radicale nei rapporti di forze a livello politico. Abbiamo sentito quello che il Primo ministro ha appena detto e siamo del parere che egli non sia capace né disposto a comprendere il significato dell'esito elettorale. A nostro giudizio il voto ha chiaramente espresso una condanna delle politiche del PASOK e non ha rafforzato ND, dimostrando come la sua lotta contro il memorandum sia falsa e artefatta.

Ringraziamo tutti coloro, uomini e donne, che per la prima o la seconda volta hanno votato per le liste sostenute dal KKE. Siamo dell'opinione che il loro contribuito sia stato decisivo per formulare il positivo messaggio politico che promana da questa battaglia politica. Siamo ben consapevoli che questo non è sufficiente per sentirsi vendicati e soddisfatti. Occorre ancora lottare contro le nostre debolezze per adempiere al compito più importante: contribuire all'unità popolare, alla mobilitazione del popolo e organizzarne la lotta quotidiana per evitare il peggio e per creare le precondizioni perché questo risultato elettorale liberi il dinamismo popolare, così che il nostro paese possa conoscere giorni migliori. Ci rivolgiamo a coloro che si sono astenuti, con l'intenzione di condannare le politiche di ND e di PASOK, e i esortiamo a ripensarci: avete l'opportunità di esprimere la condanna in modo attivo e positivo all'interno del movimento e alle urne in ogni futura tornata elettorale e al ballottaggio. Ci appelliamo a coloro che hanno votato per altre liste, credendo così di protestare contro il governo. Chiediamo loro di riflettervi seriamente e riteniamo che a breve termine si vedrà come questo voto non sia una soluzione. Oggi siamo in grado di parlare delle possibilità e delle opportunità di unire e dinamizzare il popolo ed è questo che poniamo al centro della nostra attenzione. Ci sarà un secondo turno nelle elezioni locali e regionali e sembra che in molti casi vi siano delle possibilità per noi al ballottaggio. Ci appelliamo a coloro che si sono astenuti o hanno votato per altri partiti per rafforzare il dinamismo creato fino ad ora.

Nelle amministrative dove le liste di "Raggruppamento popolare" non saranno al secondo turno, chiediamo al popolo di votare contro entrambi i partiti, e di non compromettersi e non contribuire a determinare il vincitore tra PASOK e ND. Questo sarebbe un vero e proprio passo indietro. La soluzione è questa: nessun coinvolgimento con i due partiti, né PASOK né ND cambieranno. Il Primo ministro stesso lo dimostra con l'assenza di autocritica, con interpretazioni del voto distanti dai risultati elettorali. Lo stesso si può dire per ND. Il popolo deve guardare avanti, lasciare che i due partiti risolvano da soli il rapporto di forza tra loro. La classe operaia e gli strati popolari devono dimostrare che hanno iniziato a liberarsi e lottano per il rovesciamento dei rapporti di forza, senza di che non può aprirsi la strada per la prosperità sociale. Vogliamo essere chiari e lo abbiamo dichiarato fin dall'inizio e ripetuto nelle precedenti elezioni: il popolo non deve mostrare preferenza per uno dei due partiti al secondo turno. Il non voto non equivale a passività o neutralità. Significa scegliere l'unica reale via d'uscita, di cui il nostro paese ha bisogno".




  Commenti (1)
 1 la Grecia si...
Scritto da ezio, il 13-11-2010 08:23
in Grecia si che sono intelligenti e poco masochisti......bisognerebbe prendere esempio...!!!

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