Vladimir Ilich Lenin, il leader della Rivoluzione che prese il timone della vecchia Russia degli zar, in quell’eroico 25 ottobre del 1917 (mercoledì 7 novembre nel nuovo calendario) 94 anni ... di Luis Hernández Serrano
Vladimir Ilich Lenin, il leader della Rivoluzione che prese il timone della vecchia Russia degli zar, in quell’eroico 25 ottobre del 1917 (mercoledì 7 novembre nel nuovo calendario) 94 anni, fondò il precedente diretto di quello che fu poi il Partito Bolscevico. I suoi vincoli iniziali con il marxismo ebbero molto a che vedere con il suo viaggio in quell’epoca da Samara a San Pietroburgo. Lì conobbe Nizhni Nóvgorod e i marxisti P. Skovrtsov, M. Mitskievich e M. Gregóriev, che gli diedero il loro avello per M. Silvin, membro del circolo marxista di San Pietroburgo, che divenne nel 1895, per iniziativa dello stesso Lenin, nell’Unione di Lotta per l’Emancipazione della Classe Operaia. Il Partito uscì dalla clandestinità dopo la vittoria rivoluzionaria del febbraio del 1917. Fu allora che si stabilì la tessera. A Lenin diedero la Numero 527. Nel 1918, durante il VII Congresso, su suo proposta precisamente, si approvò il nome di Partito Comunista (bolscevico) della Russia. E nel marzo dello stesso anno il Governo sovietico si trasferì da Pietrogrado a Mosca. Il suo dirigente massimo militò poi nel Comitato del Partito del Cremlino e dopo, nel 1920, in quello che funzionava nel distretto di Zamoskvorechie, di Mosca. Il cambio di tessera accordato nell’VIII Congresso avvenne all’inizio del 1920, e quella di Lenin era il numero 224 .332. Quel documento aveva allora 33 pagine, e nella 11 appariva (per tutti gli integranti) la firma del suo dirigente principale. Per un nuevo cambio nel 1922 , il 6 marzo, il Comitato del Partito di Zamoskvorechie consegnò a Vladimir Ilich la tessera numero 114.482. Cinque anni dopo, il 16 marzo del 1927, a tre anni dalla morte di Lenin, e dopo il censimento dei membri comunisti della URSS, il militante Alexandr Mitrofánovic Stopaní propose, e fu approvato, che si riservasse a perpetuità, per la tessera di Lenin, il numero 0000001. (Fonte: Archivio dell’autore e ‘Così furono i funerali’, di Vladimir Bonch Bruevich, Juventud Rebelde, 20 gennaio 1972./ Traduzione Granma Int.).
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