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MISSILI PATRIOT IN POLONIA PER LE GUERRE STELLARI DELL’ERA OBAMA PDF Stampa E-mail
martedì 23 febbraio 2010
Sample ImageSi tratterebbe in particolare di otto lanciatori per missili MIM-104 e della relativa stazione di comando e controllo gestita da un centinaio di uomini del 5° Battaglione del 7° Artiglieria difesa aerea dell’US Army. di Antonio Mazzeo

A partire dalla prima settimana di aprile il Pentagono installerà nel nord della Polonia una batteria missilistica terra-aria Patriot, attualmente in dotazione al personale dell’US Army di stanza nella base tedesca di Kaiserslautern. Si tratterebbe in particolare di otto lanciatori per missili MIM-104 e della relativa stazione di comando e controllo gestita da un centinaio di uomini del 5° Battaglione del 7° Artiglieria difesa aerea dell’US Army. Secondo quanto riportato dalla stampa polacca, l’installazione dei Patriot avverrà nella città di Morag, a 60 km dal confine orientale con l’enclave russa nel Baltico di Kaliningrad. La volontà di Washington d’installare i Patriot nel paese dell’est Europa fu resa pubblica nell’agosto del 2008, quando scoppiò il conflitto armato tra Georgia e Russia. Allora, però, il Sottosegretario di stato per il controllo delle armi e la sicurezza internazionale, John C. Rood, aveva dichiarato che il trasferimento del sistema missilistico sarebbe avvenuto solo nel 2012. L’autorizzazione per lo schieramento dei Patriot fu successivamente rilasciata dalle autorità polacche l’11 dicembre 2009, in occasione della firma di un trattato di mutua cooperazione militare con gli Stati Uniti d’America. Secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, il trattato ha pure definito “lo status giuridico del personale USA operante in Polonia” e la “realizzazione di una serie di attività addestrative congiunte”, facilitando altresì “l’invio in Polonia di personale militare statunitense e l’installazione, in prospettiva, del sistema di difesa dai missili balistici”. I Patriot, infatti, costituiscono uno degli elementi cardine della nuova “architettura” anti-missile disegnata dell’amministrazione Obama. Dopo il congelamento per motivi di bilancio del cosiddetto “scudo stellare” di Gorge Bush che prevedeva l’installazione di radar e intercettori anti-missile nella Repubblica Ceca e Polonia, il Dipartimento della difesa ha preferito ripiegare su un modello “più snello” ma “assai più flessibile”, con “costi inferiori e facilmente integrabile con i sistemi oggi esistenti nei paesi alleati, composto da missili anti-missile a corto e medio raggio supportati da piattaforme radar rapidamente trasportabili”. L’implementazione del Piano spaziale Obama avverrà in due fasi: nella prima (l’odierna), si utilizzerà la rete esistente fondata sui missili Patriot; poi, a partire del 2015, entreranno in funzione gli intercettori superficie-aria “Standard Missile SM-3”, con testata cinetica ad autoguida, una gittata di 500 km e una velocità di 9.600 Km/h, che “assicureranno la difesa di aree maggiori dai missili balistici a medio e lungo raggio”. E una batteria dei nuovi SM-3 sarà installata proprio in territorio polacco. In vista di una proiezione ancora più offensiva ad est del dispositivo militare USA e NATO, a Washington è pure in discussione la possibilità di trasferire permanentemente in Polonia uno o più gruppi di volo con cacciabombardieri a capacità nucleare F-16, attualmente ospitati nella base aerea di Aviano (Pordenone). L’ipotesi è stata lanciata ufficialmente lo scorso anno dal colonnello Chris Sage (membro dello staff esecutivo del Comando centrale dell’US Air Force) ed è fortemente caldeggiata dalle autorità governative polacche. Per il trasferimento degli F-16 è stata però stimata una spesa per oltre un miliardo di dollari, cifra improponibile con l’odierna congiuntura economica, a meno che il progetto USA non venga assunto collegialmente dai membri dell’Alleanza Atlantica. Intanto, grazie ad un protocollo sottoscritto nel febbraio 2009, le massime autorità militari polacche sono state autorizzate a partecipare operativamente alle strutture di comando USA in ambito alleato, in partnership con Gran Bretagna, Canada, Australia e Giordania. L’accordo ha pure previsto l’addestramento da parte statunitense delle forze aeree polacche per lo svolgimento di operazioni di trasporto truppe e mezzi NATO e il sostegno al programma che prevede di portare entro il 2012 da 1.500 a  3.500 i militari polacchi assegnati alle “operazioni speciali” delle forze alleate. Il miglioramento delle capacità interoperative delle forze armate della Polonia è stato inoltre assicurato dalla cessione da parte dell’US Air Force di sette velivoli C-130 “Hercules”, in grado di trasportare sino a 17 tonnellate di equipaggiamenti o 90 militari alla volta. I C-130 sono oggi ospitati nella base aerea di Powidz, nel distretto di Slupca. In occasione del vertice NATO di Strasburgo della primavera 2009, la Polonia si è offerta inoltre ad ospitare un Battaglione alleato d’intelligence per “rafforzare le capacità di riconoscimento aereo”, congiuntamente ad una flotta di velivoli per il rifornimento in volo dei caccia  NATO. Attualmente l’Alleanza atlantica sta finanziando la ristrutturazione e il potenziamento di sette basi aeree e delle due maggiori stazioni navali polacche nel mar Baltico, quelle di Gdynia e Swinoujscie. A Bydgoszcz (Pomerania) è inoltre operativo dall’aprile 2005 uno dei due principali centri di addestramento in Europa dei reparti entrati a far parte della Forza di reazione rapida della NATO (l’altro è quello di Stavanger, in Norvegia). Come era prevedibile, l’arrivo dei missili Patriot e di nuovi reparti USA in Polonia (a cui si è aggiunto pure il finanziamento di nuove infrastrutture militari in Bulgaria e Romania per un valore di 100 milioni di dollari che ospiteranno sino a 4.100 militari statunitensi), ha provocato le ire del governo russo. Mosca ha già annunciato le prime contromosse: verranno rafforzate subito le componenti navali di stanza nelle basi aeronavali di Kaliningrad e Kronstadt, mentre sempre a Kaliningrad verrà trasferita a breve una batteria di missili tattici “Iskander” (SS-26). E il Baltico torna ad essere uno dei mari più militarizzati e nuclearizzati del pianeta.




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