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La posta in palio è altissima: l’ultima bufera giudiziaria non ha fatto altro che evidenziarla. C’è in atto un gioco al massacro del territorio, dell'ambiente e dell’occupazione, e tardano le risposte positive di chi dovrebbe dare le direttive politiche. Nell’ultimo incontro cui ha partecipato, l’assessore all’Urbanistica, Antonio Catalioto, non si è sottratto alla discussione, ma alcune legittime domande sono rimaste inevase. La Zps può essere considerata uno strumento di pianificazione del territorio; l'ha perimetrata la Regione Sicilia nel 2005, senza consultarsi con il Comune: il risultato è che è in rotta di collisione con il Piano regolatore generale. La domanda su come si possa procedere con due strumenti pianificatori che confliggono, a oggi, è ancora senza risposta. Il Pdci e i Verdi della Rete di ecologia sociale la chiedono, così come chiedono la Valutazione di Incidenza Ambientale per tutto quanto, a oggi, è previsto nella Zona di protezione speciale “Dorsale dei Peloritani”. Appare altrettanto legittimo chiedere di fermare l'aggressione vigorosa al territorio: quali sono i modelli di costruzioni edilizie che si vogliono portare avanti? L’assessore all’Urbanistica promette un ufficio “Edilizia di qualità”, ma ancora non dà notizia della mini-variante al Prg, che pure aveva assicurato a febbraio. Nelle more della Commissione comunale d’inchiesta giustamente richiesta da Rifondazione per verificare lo stato di attuazione del Piano regolatore generale e le sue disfunzioni, sarebbe opportuno che l’amministrazione comunale, nella persona del suo assessore all’Urbanistica, provvedesse alla stesura di una mini-variante. Questa dovrebbe avere tra i suoi principali obiettivi la salvaguardia dei vincoli prossimi alla scadenza e la previsione di facilitazioni per gli interventi “sostenibili” e promotori di occupazione, tramite operazioni edilizie di sostituzione, di riqualificazione, di ristrutturazione, di adeguamento e di messa in sicurezza in quel 30% di territorio comunale non ricompreso nella Zps. Pdci e Verdi della Rete di ecologia sociale ritengono che l’iniziativa giudiziaria sia apprezzabile – e la apprezzano – ma non risolutiva dei problemi posti da questa fase: adesso debbono emergere la credibilità della classe politica e dirigente di questa città e la sua capacità di indirizzo, di legalità e sviluppo sostenibile del nostro territorio.
Antonio Bertuccelli segretario della Federazione provinciale Pdci Giuseppe Restifo portavoce Verdi-Rete ecologia sociale
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