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20 ottobre: Non contro il governo, ma per essergli da stimolo. PDF Stampa E-mail
sabato 15 settembre 2007

Per l’autunno caldo una data c’è già ed è stata stabilita da tempo: quella del 20 ottobre.

 Nessuna immagine    A fissare il primo appuntame nto in piazza della sinistra che dissente dal governo sono stati due quotidiani - il Manifesto e Liberazione. L’appello dei promotori è un appello che tiene insieme un elemento di unità del centrosinistra e un elemento di critica, ma dall'interno della coalizione. Elemento necessario per avere il supporto della maggioranza degli italiani è coprire anche i settori della sinistra. Non tenere conto solo dell'opinione della Confindustria di Montezemolo.  E l’appello alla piazza per far sentire a Palazzo Chigi la voce di chi ha votato questo governo,  che non ha ancora dato risposte alle grandi esigenze di questo Paese,  che non è per nulla contento di quello che sta facendo, è un appello per avviare il processo riformatore, quello vero, quello che allarga i diritti e riduce le disuguaglianze, ed  è stato già accolto da una parte dell’esecutivo stesso: PDCI, PRC VERDI ma  mondo politico a parte sono arrivate anche numerose adesioni da parte dei sindacati (FIOM) e movimenti (ARCIGAY). La mobilitazione del 20 ottobre riveste una grande importanza, può davvero marcare un nuovo inizio, sia dal punto di vista dei contenuti, ma anche, e forse soprattutto, perché si tratta del primo vero appuntamento organizzativo della sinistra unita una importante opportunità, per l'insieme della sinistra, che vuole continuare a chiamarsi tale, al fine di scoprire le proprie radici e incominciare a disegnare un proprio comune avvenire. Lo scopo della manifestazione che si concluderà con dei comizi finali, è lottare perché l'esecutivo faccia delle cose migliori aiutare il governo a recuperare i delusi di sinistra, quei ceti popolari che  hanno consentito al governo Prodi di vincere le elezioni nel 2006, che quando hanno votato si aspettavano altre politiche sociali e che ancora attendono risposte concrete sulla loro condizione materiale di vita e di lavoro. L'esecutivo non sembra esserne consapevole. Sembra non capire che da una parte le aspettative suscitate prima delle elezioni dal programma con cui ci si è presentati agli elettori sono state in gran parte deluse mentre dall’altra il populismo della destra trova sempre più terreno. I temi importanti che accompagneranno la manifestazione che cercherà di rimettere in cima all’agenda del governo le ragioni della sinistra sociale e politica , innanzitutto quelli dell’accordo sul welfare raggiunto da governo e sindacati  ma anche lotta al precariato (riferito ai 36 mesi di instabilità ritenuti accettabili), pensioni (la controriforma delle pensioni, un imbroglio che porterà l'età pensionabile a 62 anni), riconoscimento delle coppie di fatto, diritto allo studio, investimenti sulla ricerca, abbattimento delle spese militari, diritto di cittadinanza per i migranti e cancellazione del carcere per il consumo di droghe leggere.  Appuntamento importante quello del 20 ottobre  la mobilitazione resta un punto irrinunciabile  a cui parteciperà la “sinistra popolare” come l a definisce Prodi che si prefigge come scopo di coinvolgere  intorno a se, organizzazioni studentesche, sindacati, o semplicemente quei tanti uomini e donne e soprattutto si spera tanti giovani che in questi anni hanno perso fiducia nella politica. Ci auguriamo, da elettori di questo governo, che la mobilitazione del 20 ottobre porterà in piazza sia un punto di rilancio  per la coalizione che governa. I Comunisti Italiani ci saranno.

Ketty Bertuccelli (Coordinatrice provinciale F.G.C.I.)




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