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C'E' DEL NUOVO: L'UNITA' DELLA SINISTRA PDF Stampa E-mail
lunedì 02 luglio 2007

Messina 30 giugno 2007
C’è qualcosa di nuovo oggi a sinistra? La risposta l’ha data un convegno-dibattito, svoltosi il 30 giugno a Palazzo Zanca Messina, che ha chiamato a raccolta tutte le forze politiche e sindacali della Sinistra messinese. La risposta è stata che, comunque si voglia interpretare la ... Cosa, “eppur si muove”.
Il convegno dibattito, promosso da questo giornale e moderato dal coordinatore di redazione Francesco Napoli, ha cominciato a riannodare le fila di un discorso fra le organizzazioni di sinistra a Messina, nascosta da tempo. Dopo la chiamata a raccolta dei “movimenti” al Salone degli Specchi della Provincia il 15 giugno scorso ad opera di Messina Partecipata, stavolta nel Salone delle Bandiere del Comune si sono incontrati i partiti per decidere di attivare – al più presto, hanno concordato tutti - un coordinamento che consenta di unificare le voci, fin qui diverse anche se non dissonanti, di tutte le forze della Sinistra. “Quella senza aggettivi”, ha puntualizzato Camaioni, segretario cittadino del PdCI, “e soprattutto quella che non si vergogna, in un momento storico in cui la corsa al centro è diventata affannosa. Una Sinistra che distingua nettamente i suoi contenuti e la sua progettualità rispetto a quelli del nascente PD. Per evitare il rischio diventare il partito delle convergenze parallele, il rischio di una omologazione al PD che porterebbe alla fine della Sinistra non rivoluzionaria”. “Di questa sinistra fanno parte tanti movimenti e tanti soggetti che non si riconoscono in un determinato partito – aggiunge Ialacqua, segretario cittadino PRC. Soggetti che però affollano le piazze in tante occasioni. Il prossimo incontro, propone, anzicchè in una sede istituzionale dobbiamo convocarlo in piazza” “Democrazia, trasparenza, questione morale, territorio e tanti altri ancora”. “Per dare voce al popolo della sinistra ed uscire dallo stallo determinato da una grave crisi della politica. O meglio di credibilità della politica”, chiosa Mangiapane, bandiera della sinistra messinese ed, oggi, dei “transfughi ” di Sinistra Democratica. Questa crisi induce chi vuol dare vita al Partito Democratico ad assumere posizioni analoghe all’interclassismo democristiano. “Ma quest’approccio è fallito in Francia. Oppure si punta al leaderismo, logica da sempre estranea alla cultura di sinistra. L’elettore non capisce perchè questa sinistra si sia frantumata in cinque sigle diverse”. Evitiamo però, fughe in avanti – mette in guardia Carbone, presidente provinciale dei Verdi. “Cominciamo a parlarci, uniamoci in un patto di consultazione. Quello che conta non è tentare di arrivare al partito unico, ma far sì che alle parole seguano i fatti”. E dunque incontriamoci su temi unificanti e portiamoli avanti. Occorrono temi “veri”, avverte Spanò, segretario della Camera del Lavoro CGIL di Messina. Ed a sinistra il primo tema è quello del lavoro. “Avviamo una discussione vera, non da dopolavoro. Un’analisi critica della produzione che consideri il lavoro in una logica dialettica col capitale. Più che di sinistra occorrerebbe parlare di socialismo. La prima battaglia è quella contro ogni tipo di lavoro precario. Senza trascurare altri temi come lo sviluppo sostenibile e l’etica della politica.”. “La strada maestra è quella di approfondire le tematiche in relazione agli obiettivi” conclude il sen. Crocetta, presidente regionale del PdCI. “Al partito unico della sinistra ci pensiamo dopo, oggi c’è bisogno di un vero processo ricompositivo - che è stato già avviato - e che deve prescindere dal pericolo rappresentato da manovre legislative e referendarie per far fuori la sinistra; manovre che vedono dialogare DS e Margherita con AN e Forza Italia, a Roma come a Palermo. La Sinistra non deve lasciarsi intimidire, tenendo conto che se il Centrosinistra si “sbilancia” verso il Centro, sarà una coalizione sbilenca. Ecco perchè dobbiamo restare nel Centrosinistra, ma senza abiure. Per portare avanti la difesa di tutti i deboli e gli emarginati, in Italia e nel mondo. A cominciare dal meridione che deve finirla coi piagnistei e con l’assistenzialismo”.
Non sono mancate, tuttavia, differenze di orientamento, anche non trascurabili. Se Mangiapane rifiuta di tornare all’antico, alle “vecchie ricette” o ai vecchi contenitori per unificare tutta la sinistra, dallo SDI a Rifondazione (“il vero problema è che “la Sinistra non ce la fa in Europa e la Sinistra Alternativa rischia la marginalità”) il PdCI non è disposto a rinunciare ad un robusto ancoramento alla storia del glorioso PCI ed ai “simboli del lavoro”, falce e martello; mentre Ialacqua insiste sulla piazza e sul “modello No Global” (una varietà di soggetti unificati da azioni comuni sotto uno slogan condiviso e di forte impatto emotivo): che è uno schema da sinistra alternativa.
Il dibattito ha registrato sia momenti unificanti, che motivi di autocritica e distinzioni di temi e di accenti. Nino Urso, Beniamino Ginatempo, Santino Bonfiglio, Pippo Restifo, Saro Visicaro e Filippo Giunta si sono trovati d’accordo sulla maggior parte delle valutazioni espresse dai relatori (ricerca di sinergie e patto di consultazione, lotta al liberismo selvaggio, dialogo col popolo della sinistra) ma hanno manifestato perplessità sul “ritorno” delle manifestazioni di piazza (Ginatempo), sui pericoli di un dialogo forzato dai progetti di legge elettorale (Urso, Bonfiglio); ed espresso critiche sul ritardo con cui si prende atto dei problemi di una sinistra in crisi ormai da tanto tempo, specie in Sicilia (Visicaro), sull’incapacità di esprimere un progetto alternativo alla Destra (Giunta). E quindi le prime proposte.
Una richiesta congiunta di convocazione del tavolo di Centrosinistra (Carbone); l’attuazione dello Statuto Comunale nella parte in cui prevede le Assemblee Popolari ed il bilancio partecipato (Restifo); far passare dall’Unità della Sinistra il rapporto con le Amministrazioni Locali dove pure abbiamo nostri rappresentanti in Giunta ed in Consilgio (Giunta). Infine da registrare l’accorato appello di Camaioni a valutare i problemi di una informazione a Messina “egemonizzata da chi gioca a mettere in concorrenza i vari politici, distinguendo “buoni e cattivi”. Un certo tipo di carta
stampata troppo spesso si comporta più come un autonomo soggetto politico che come un corretto strumento di informazione”.
Attenzione dunque a non cadere nella trappola mediatica per timore di essere “oscurati” come tante volte è capitato al PdCI




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