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E’ Golpe !!! PDF Stampa E-mail
lunedì 28 gennaio 2008

E’ in atto l’ennesimo colpo di stato

di Attilio Camaioni

Attenti, elettori italiani. E’ in atto l’ennesimo colpo di stato. Perchè accade un piccolo colpo di stato ogni volta che un governo si forma al di fuori del consenso degli elettori. Ogni volta che si rimescolano le carte in tavola rispetto alle regole del gioco così come fissate nelle consultazioni elettorali. In questi termini, mentre era correttissimo che Scalfaro incaricasse un governo che ottenesse la maggioranza in parlamento nel 1994 (mentre Berlusconi e i suoi lacchè berciavano contro un “ribaltone” privo, a quel tempo, di sostanza politica e costituzionale) così oggi - che si è affermata nei fatti e nella convinzione politica degli elettori la volontà di determinare col voto una certa maggioranza politica ed un conseguente governo - non si può consentire che un governo diverso (cui potrebbe partecipare addirittura chi le elezioni le ha perse) venga presentato in Parlamento. La Costituzione lo consente, è vero, ma non può essere utilizzata solo quando conviene. Se si dà riconoscimento politico al “voto  per il governo”, non è più lecito ricorrere alle norme di democrazia parlamentare della costituzione, considerate desuete.

E dunque si torni a votare. Subito, senza perdere tempo.

Per giustificare la nascita di un governo diverso si tirano in ballo le considerazioni più ipocrite, assurde o sporche. .

1 – Se non si cambia la legge elettorale non si garantisce la governabilità: è vero solo in minima parte; senza affrontare il tormentone di chi ha veramente prodotto la caduta del governo, va detto che non esiste legge elettorale che può impedire a Bossi ieri e a Mastella oggi di tradire. Che il tradimento venga dall’1 percento o dal 5 percento non cambia la sostanza delle cose. O si torna alla Costituzione scritta, e si accetta che le maggioranze si formano in Parlamento (e si finisce con la buffonata di dire che già oggi l’elettore può votare per un governo e per un programma che ben pochi leggono o capiscono); o si va verso un Presidenzialismo più o meno annacquato (in Italia abbiamo una pericolosa propensione alla dittatura). E comunque, la legge elettorale non si fa in pochi giorni: se poi non si riesce a farla abbiamo solo perso tempo prezioso.  A parte il fatto che si può reincaricare  - per quest’adempimento – Prodi che ha comunque mezza fiducia ....

2 – Addirittura il nuovo governo dovrebbe fare le riforme costituzionali. In realtà le riforme costituzionali le fa il Parlamento, che in un anno e mezzo ha preferito giocare a fare lo sgambetto a Prodi. Figuratevi se si volesse misurare con la Costituzione ...

3 – Squallide e “berlusconiane” sono poi le considerazioni di chi vuol dichiaratamente far passare un po’ di tempo nella speranza di vedere calare nei sondaggi il consenso del centrodestra. Ovvero,  il potere per il potere. Lasciamo a Berlusconi & company i giochini per vincere le elezioni e perdere l’Italia. Il guaio è che su questo terreno il PD riesce ormai a tirarsi, per motivi diversi, anche pezzi di Sinistra.

Ma il vero problema è che si è determinata una situazione pre-golpistica, simile a quella che precedette l’avvento del fascismo. Non sono uno storico e le mie considerazioni sono del tutto approssimative, ma sono convinto che lo strapotere dei mass media (se n’è accorto finalmente anche il Papa...) ha così massacrato le capacità di giudizio degli elettori-consumatori che ormai si tende a buttare  il bambino conservando con cura l’acqua sporca. In questa situazione, dunque,  in cui tutti si lamentano di tutto; in cui crescono le aspettative (che non possono non essere disattese in relazione ai perversi meccanismi dell’economia mondiale per cui crescono a dismisura le risorse, anche finanziarie e si riduce,  paradossalmente,  il benessere mondiale, dagli USA all’Africa, salvo forse il Bahrein e gli stati scandinavi); in cui Grillo da un lato e Berlusconi dall’altro, con i loro slogan beceri attraggono straordinari consensi, perchè non tentare di risolvere il problema della governabilità all’italiana? Cioè con una nuova marcia su Roma, conquistando il potere di forza e senza sparare un colpo?

Di marcia su Roma, se Napolitano non scioglie subito le Camere, ha parlato a muso duro Berlusconi che ha subito smentito. E quindi significa che l’ha detto e che ci crede. Ma è meglio non pensare a quest’eventualità.  Bossi, che non è nuovo a queste sparate, ha parlato tranquillamente di prendere le armi: finora nessuno gli credeva, ma le jaqueries del napoletano, le proteste dei padroncini, di tassisti e corporazioni varie,  la rivolta anticinese di Milano ed episodi simili, stanno convincendo gli italiani meno accorti (per definizione quelli del Nord che votano per la Lega e per Berlusconi) che sia lecito alla folla prendersi quello che ritiene giusto. E se partono leghisti e berluscones, perchè i fascisti che ancora costituiscono la spina dorsale di AN e di La Destra dovrebbero stare a guardare? Mentre a livello mondiale la legittimazione della guerra preventiva e dell’olocausto palestinese fanno perdere senso al concetto di primato della legge, ormai sostituito dal riconoscimento del diritto del più forte, in Italia si è sempre pensato che sia giusto correre in soccorso del vincitore, trascurando ogni suo peccato.

Purtroppo al Quirinale non siede Pertini, e nemmeno Scalfaro o Ciampi.  Non resta che incrociare le dita ...




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