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“Ignobile contrattazione su chi e come deve utilizzare i milioni promessi da Cuffaro “
Il tormentone politico del momento (Agenzia di Sviluppo Territoriale: si o no?) sta mobilitando partiti e mass media secondo le solite linee di ragionamento tortuose e contraddittorie che hanno affossato negli ultimi trent’anni la vita amministrativa e sociale della nostra città. Il Partito dei Comunisti Italiani di Messina dichiara subito che si opporrà con tutte le sue forze alla realizzazione dell’ennesimo carrozzone, che avrebbe – nella mente degli ideatori, più che in quella dei progettisti, semplici strumenti che non avrebbero titolo ad interloquire – la funzione di depotenziare il ruolo del Comune (e della politica messinese). Qui non si tratta di beghe politiche, ma di serietà di intenti e coerenza di comportamenti alla luce della storia che i messinesi hanno già vissuto sulla propria pelle. Gli argomenti speciosi che vengono portati esprimono il ricatto politico di chi subordina l’erogazione di cospicui finanziamenti alla volontà di condizionarne la gestione giorno dopo giorno, momento dopo momento. Messina e la Sicilia non sono Barcelona in Spagna (e nemmeno Genova). Nemmeno la guida del Sindaco o il prossimo cambio di vertice all’Autorità Portuale (che potrebbe essere più vicino di quanto si pensi) possono garantire che i metodi del Centrodestra (ampiamente s p e r i m e n t a ti nell’ultimo decennio e che riproducono l’ottica becera dei peggiori protagonisti della prima repubblica) non facciano impantanare l’attuazione dei progetti di recupero del Waterfront in una ignobile contrattazione su chi e come deve utilizzare i milioni promessi da Cuffaro; su chi e come deve accaparrarsi le aree recuperate dall’interramento dei binari FF.SS.; sulla natura delle opere da realizzare sulle aree della Zona Falcata (Alberghi? Villaggi turistici? Impianti commerciali e/o direzionali? Case?). Con l’effetto di bloccare tutto alla fase della progettazione (con decine di progettisti per ogni gruppo come accadde negli anni novanta con i miliardi di lire del Risanamento) o subito dopo aver pagato i progettisti. Abbiamo già visto e dato. Le diverse competenze degli interessati, dal Comune al Ministero, all’Autorità Portuale ed all’Ente Porto, passando per la Provincia Regionale e quant’altro, devono essere attivate e sollecitate in termini di correttezza amministrativa e di metodologia politica, non scavalcate con trasparenti escamotages per imperscrutabili finalità che alla parte sana di Messina non interessano, né punto né poco. Antonio Bertuccelli, segretario prov. P.d.C.I. Messina
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