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Lettera aperta al MInistro Alessandro Bianchi PDF Stampa E-mail
giovedì 05 aprile 2007

ON. SIG. MINISTRO DEI TRASPORTI
ALESSANDRO BIANCHI

Messina, lì 5 aprile 2007

On Sig Ministro,
la vicenda dei lavoratori precari di Messina, che RFI, nei comportamenti, ha avviato al licenziamento mediante un uso quanto meno spregiudicato delle tabelle di armamento, lascia me ed il P.d.C.I. di Messina sconcertati, e ci preoccupa ogni giorno di più.
L’autonomia aziendale di RFI spiega solo in parte le tante stranezze di una vicenda, che ormai assume connotati politici, del tutto soverchianti rispetto al problema sindacale.
Ci siamo fin astenuti da comportamenti e gesti simbolici sicuri che un governo di centrosinistra con un ministro indicato da un partito comunista avrebbe affrontato, nella sostanza, il problema del precariato con determinazione almeno comparabile con quella dimostrata nei confronti del famigerato Ponte.
Le incertezze nella gestione di una situazione che si arroventa giorno per giorno fanno dubitare, invece, delle prospettive di un’azione di governo, che al di là degli aspetti miseramente aziendalistici dell’atteggiamento di RFI, non può dare l’impressione – nell’interpretazione più benevola – di una inaccettabile impotenza. La politica nazionale sull’attraversamento dello Stretto ha conosciuto nel corso degli anni una evoluzione sempre più marcata verso il disimpegno della mano pubblica, fino a configurare una quasi totale interruzione dei collegamenti ferroviari fra l’Isola ed il Continente.
Le ragioni di questa scelta non hanno mai convinto i messinesi, che l’hanno sempre interpretata come un torbido intreccio di interessi fra pubblico e privato, in cui l’incerto confine fra la politica ed il codice penale non potrebbe non essere stato superato.
E se questo era il pane quotidiano di tempi passati, così come della nefasta gestione del governo di Berlusconi, che ha spinto l’acceleratore di questo gioco allo sfascio per legittimare e incentivare l’affarismo che innervava l’operazione Ponte, da un governo di centrosinistra e da un ministro di sinistra i messinesi onesti si aspettano una svolta netta. Non atti che si limitino solamente ad eliminare la precarietà del pane quotidiano di alcune famiglie (com’è legittimo e doveroso) lasciando inalterate le line di fondo di una politica che non ha avuto l’intelligenza e l’onestà di abbandonare l’opzione dell’attraversamento stabile; ma un’azione chiara, in cui la decisa incentivazione dell’intervento pubblico si coniughi con l’eliminazione del monopolio privato.
La stabilizzazione dei posti di lavoro dev’essere il segnale netto di un’inversione di tendenza: che si deve sostanziare nel numero delle corse, nella qualità del naviglio, nel ventaglio delle opzioni e degli operatori offerte ad un’utenza che non è solo quella dei camionisti.

Antonio BERTUCCELLI
Segr. Prov. P.d.C.I. Messina




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