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giovedì 02 ottobre 2008

Sample ImageDocumento della sezione PdCI "Enrico Berlignuer" - Zona Tirrenica

 

Il pericolo di un nuovo fascismo incombe sull’Italia.

Ora non lo avvertiamo solo noi comunisti, ma anche «Famiglia Cristiana» e settori autorevoli della magistratura. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha fatto approvare dal Parlamento delle leggi che gli garantiscono l’impunità. Nel contempo, è stata approntata tutta una legislazione contro gli immigrati e le aree dell’emarginazione sociale, che ha suscitato lo sdegno internazionale.

L’autoritarismo ha investito pure i rapporti di lavoro.

Migliaia di insegnanti e di lavoratori della scuola sono stati licenziati. Con l’introduzione del maestro unico e con tutta una serie di provvedimenti restrittivi riguardanti il settore della pubblica amministrazione, i licenziamenti diventeranno centinaia di migliaia.

Quanto al settore privato, la vicenda dell’Alitalia dimostra che il padronato vuole espellere dal  processo produttivo milioni di persone e riservare a quelle che restano salari di fame, che si combinano con la diminuzione delle misure di sicurezza, delle garanzie previdenziali e con l’aumento dell’orario di lavoro.

La reazione del Partito Democratico è debole, perché anch’esso è legato ad ambienti industriali (si pensi alla famiglia Colaninno) ed alla politica del  capitalismo mondiale.

L’on. D’Alema sostiene che in Italia non c’è alcun pericolo fascista ed il ministro La Russa, per giustificare le proprie vergognose affermazioni a favore della criminale Repubblica di Salò, si richiama a ciò che disse, alcuni anni fa, l’on. Luciano Violante. Eppure numerosi giovani di sinistra sono stati accoltellati e le sedi dei partiti e delle associazioni progressiste sono state devastate in varie parti d’Italia.

Per arginare il pericolo fascista è necessario un forte Partito Comunista.

 

Lanciamo un appello ai compagni di Rifondazione Comunista e a tutti i simpatizzanti comunisti perché aderiscano al processo costituente, già avviato, che deve portare alla creazione di un solo Partito Comunista.  La divisione in più partiti favorisce l’avversario.

 

E’ necessario che già alle prossime elezioni europee ci sia una sola lista comunista con il simbolo della falce e martello. 

      Chi non vuole un solo Partito Comunista, in realtà non ne vuole nessuno, perché le soglie di sbarramento elettorale rischiano di eliminare ogni presenza comunista nelle istituzioni.




  Commenti (1)
 1 Ovvio..
Scritto da Eskimo, il 04-10-2008 20:50
Una cosa ovvia, ma da ricordare sempre, chi non capisce Proletari unitevi non è comunista. Hasta!!

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