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“IL FASCISMO: RADICI STORICHE E NUOVO AUTORITARISMO” PDF Stampa E-mail
giovedì 27 novembre 2008

 

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 INCONTRO CULTURALE SUL TEMA:

“IL FASCISMO: RADICI STORICHE E NUOVO AUTORITARISMO”

Sabato 6 dicembre 2008, ore 16.45

Aula Magna del Liceo Classico “Luigi Valli”, Via degli Studi, 62/64 – Barcellona P.G. (ME)

Intervengono:

Antonio Catalfamo (Università di Messina), Direttore Centro Studi “Nino Pino Balotta”: Fascismo e nuovo fascismo in campo politico, scolastico e culturale;

- Giuseppe Amata, ordinario di materie economiche Università di Catania: Crisi finanziaria internazionale ed autoritarismo governativo;

Federico Martino, ordinario di Storia del diritto italiano Università di Messina: La crisi della costituzione repubblicana.

E’ in atto ormai da anni una messa in discussione dei principali fondamenti della Costituzione della nostra Repubblica, nata dalla Resistenza, e si vanno disegnando, oggi più che mai, i lineamenti di uno Stato con accentuate caratteristiche autoritarie, volte a rafforzare il potere dei gruppi economici dominanti, ad annullare le principali conquiste sociali, a sovvertire il carattere pubblico dell’istruzione, a cancellare gli strumenti e i soggetti della lotta democratica per i diritti dei lavoratori e dei ceti più deboli.

Riemerge con rinnovata arroganza quell’asse reazionario che da sempre ha attraversato la storia d’Italia e che ha propiziato le più gravi sciagure nazionali. E tutto questo nel contesto di una grave crisi economico-finanziaria, che denuncia il fallimento delle politiche liberiste portate avanti dal capitalismo americano e occidentale e che ha pesanti ricadute sulle condizioni di vita soprattutto delle classi popolari, minacciando al stessa democrazia.

Siamo in presenza di un nuovo fascismo? E soprattutto, esistono nell’Italia di oggi le forze capaci di contrastare fino in fondo l’evidente deriva antidemocratica che abbiamo davanti?

Questi i temi che saranno trattati nell’incontro culturale promosso dal Centro Studi “Nino Pino Balotta” di Barcellona P.G., cui sono invitati a partecipare uomini e donne di cultura, i giovani e tutti i cittadini pensosi delle sorti della democrazia e del vivere civile in un paese avanzato, quale il nostro deve continuare ad essere.




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