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Il PdCI e la costituente comunista (1 in linea)
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Discussione: Il PdCI e la costituente comunista
#41
pugnochiuso (Utente)
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graphgraph
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Il PdCI e la costituente comunista 2007/12/03 16:48 Karma: 1  
Alessandro Belmonte l'1 dicembre 2007 scirve su aprileonline:
Dibattito Il partito di Diliberto si è progressivamente smarcato dal processo unitario della "cosa rossa", si veda la contrarietà ad abbandonare il simbolo della falcemartello e la predilezione dimostrata in passato per una confederazione. Ultimo, la posizione sul welfare. In sostanza, i comunisti italiani si stanno muovendo verso una loro aggregazione distinta.

Nell'ambito della discussione apertasi a sinistra sulla necessità politica di un soggetto unitario, dando vita alla cosiddetta "cosa rossa", molti sono stati i distinguo che hanno coinvolto, direttamente oppure indirettamente, il Partito dei Comunisti Italiani.
Infatti, fin dal momento in cui si propose di lavorare per cercare la via dell'unità, ci si confrontò molto, e lo si fa ancora, sul tipo di struttura organizzativa che la "cosa rossa" avrebbe dovuto assumere e, già in quella occasione, il PdCI si dichiarò favorevole ad una ipotesi federativa contrariamente a Prc e Sd che spingevano, sia pure in modo implicito, per la nascita di un vero e proprio "Partito della sinistra".

Ultimamente, in vista degli Stati Generali della sinistra dell'8 e 9 Dicembre, e prima dello "tsunami politico" dovuto alla richiesta di fiducia sul welfare, molto si è parlato della questione del simbolo e, anche in questa circostanza il partito di Diliberto si è smarcato dagli altri dichiarando esplicitamente la propria contrarietà alle bozze in cui non fosse prevista la presenza dei simboli storici della lavoro, ovvero la falce ed il martello.

Personalmente ritengo, e spero fortemente, che in tale passaggio sia maturato, all'interno del gruppo dirigente del PdCI, la consapevolezza della necessità e dell'opportunità di un cambio di strategia e prospettiva politica che verrà palesato l'8 ed il 9 a Roma, ma le cui prime avvisaglie sono già evidenti nel comportamento da essi tenuto durante la vicenda della fiducia sul welfare, nel corso della quale, non appoggiando la richiesta di una verifica di governo a Gennaio e non partecipando alla votazione finale, hanno di fatto prodotto un doppio strappo rispetto alle altre forze della "cosa rossa".

Tale cambio di rotta prevede, come tra l'altro si può evincere dalla lettura del libro scritto da Marco Rizzo ("Perché ancora Comunisti. Le ragioni di una scelta"), il definitivo abbandono del processo costitutivo della "cosa rossa" ed il lancio di una "Costituente Comunista", con l'obiettivo di fungere da catalizzatore per la costruzione di un moderno Partito Comunista avvantaggiandosi del fatto, paradossale, che nell'ambito della costruzione della "cosa rossa", i Comunisti, pur essendo la parte più consistente (come dimostra la manifestazione del 20 Ottobre), siano gli unici a dovervi rimettere sia l'identità sia la pratica politica.

Per suffragare la mia tesi, concludo evidenziando due avvenimenti, di cui il primo passato un pò in sordina ma che rappresentano un'ulteriore spia sullo strappo in atto. Nell'ultimo periodo, i Comunisti Italiani non utilizzano più il temine federazione ma quello di confederazione che, nonostante l'assonanza, ha un significato ben diverso. Inoltre il Prc, che è sia il Partito che spinge di più verso l'unità sia quello potenzialmente più penalizzato da un eventuale strappo a sinistra, è uno dei principali sostenitori del cosiddetto "tedesco scorretto" proposto da Veltroni, il quale fissa una soglia di sbarramento ben oltre il 5% con la speranza che ciò possa rappresentare un forte deterrente per il probabile lancio della "Cosa Comunista".

Quante le possibilità che una simile ipotesi vada a buon fine? Credo e spero molte. Del resto a livello europeo vi è l'incoraggiante esempio che viene della Grecia in cui, il Partito Comunista (KKE ) si è smarcato dal synaspismos (processo unitario simile alla "cosa rossa") ed alle ultime elezioni ha ottenuto un risultato straordinario, passando dal 5,9% all'8,2%.
Ciò è possibile solo se si avrà il coraggio di definirsi coerentemente Comunisti ed agire di conseguenza!
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