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martedì 01 luglio 2008 |
Con la scusa di commentare il linguaggio di Di Pietro (passato dallo stile ruspante a quello da postribolo, oggettivamente più coerente con il tenore delle intercettazioni) la politica evita un approfondimento sulla gravità delle usanze del Cavaliere, della Rai, del mondo delle Veline, ecc. Un breve accenno ce lo dispensa Oliviero Beha (“una situazione, come quella che risulta dalle intercettazioni … mi pare brutta e che manda cattivo odore”). Meglio che niente. Di Bella e Curzi, invece, fanno a gara a prendere le distanze da di Pietro e dalla sua performance: poverini, tengono famiglia … In compenso, con straordinario tempismo, il giudice del lavoro reintegra Saccà che era stato sospeso dalla RAI (era il minimo, con quello che è venuto fuori …). Per fortuna questo giudice non era una Toga rossa. Le toghe, com’è noto, sono nere e tali devono restare. Semmai, essendo il giudice una donna, si può ritenere che è stata mossa a compassione da questo povero lavoratore senza stipendio. «Naturalmente - ha detto Saccà - sono felice. Si incomincia a vedere un raggio di luce in tanto buio. Aspetto di tornare a lavorare perchè c'è da tanto da fare». Per forza: con tutte le Veline di Berlusconi da sistemare …
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