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Accolto il ricorso delle associazioni sulle "zone di protezione speciale" PDF Stampa E-mail
sabato 07 febbraio 2009

di Dario Buonfiglio. Il Tar della Sicilia ha accolto il ricorso delle associazioni ambientaliste contro la
Regione siciliana: le zone di protezione speciale rientrano tra le aree naturali protette e sono sottoposte a tutela penale e paesaggistica.

''Questa sentenza - aggiunge l'avvocato Nicola Giudice del Centro di azione giuridica di Legambiente Sicilia - ha anche un grande rilievo perche' ribadisce in modo chiaro che con la riforma della  Costituzione la disciplina  unitaria del bene complessivo ambiente e la tutela dell'ecosistema  sono di competenza esclusiva dello Stato".

"Se l'Amministrazione comunale di Messina - ha precisato, in una nota, Anna Giordano -  avesse accolto già da marzo 2006 le richieste avanzate dal WWF Sicilia (e reiterate successivamente a maggio e ad agosto) in merito alla vicenda delle ZPS, oggi avrebbe già potuto avere pronto un piano di gestione che, se ben redatto e tenendo conto sia delle valenze del territorio che della sua capacità di sopportare o meno ulteriori carichi antropici, avrebbe consentito di attuare una nuova politica urbanistica senza per questo "imbalsamare" la città.

I danni ingenti ad ogni pioggia - crollo, alterazione, dissesto - li pagano i cittadini, non i responsabili delle singole autorizzazioni. Costi già sostenuti e che continuiamo a pagare, quando potrebbero
benissimo essere evitati con una pianificazione seria che tenga conto della fragilità del territorio e delle dinamiche ambientali.

Dal risanamento delle aree degradate, dalla messa in sicurezza della città, dal recupero dell'immenso patrimonio urbanistico abbandonato o sotto utilizzato, si determinerebbe lavoro e occupazione per parecchi anni. Altro che riempire di cemento colline, fiumare, coste, valli e crinali!"




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