Agguato fascista a Rai Tre contro la conduttrice di “Chi l'ha visto”
mercoledì 05 novembre 2008
«Una corsa futurista all'interno di via Teulada», questa la definizione del portavoce di Casapound Gianluca Iannone. Un'Associazione di Promozione Sociale si autodefiniscono un gruppo di estrema destra invece, con sedi e strutture da dove partono azioni spesso molto poco dimostrative, blitz squadristi. Basta pensare che il tanto nominato, in questo periodo, Blocco Studentesco gli è molto vicino. Una “passeggiata” messa anche in rete dagli stessi autori che si sono autofilmati. Il tutto per dare un avvertimento, sempre “pacifico” per i fascisti di Casapaund accorsi in 40 ed entrati nella sede Rai forzando i blocchi della vigilanza e scavalcando i tornelli, alla conduttrice di “Chi l'ha visto”. Durante il programma infatti erano state trasmesse le immagini degli scontri di Roma, a piazza Navona, in particolare quelle che documentavano come gli appartenenti al Blocco avessero selvaggiamente picchiato alcuni ragazzi prima che iniziassero gli ormai famosi scontri con i compagni. Il presidente della Rai, Claudio Petruccioli, ha riferito di avere avuto un colloquio con il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, «nel corso del quale ha sottolineato la gravità dell'accaduto e le preoccupazioni che suscita».
L'ennesimo episodio gravissimo, quello messo in atto da Casapound, «che dimostra quanto sia pericoloso il clima in Italia. La cosa che più impressiona di tutta la vicenda, inoltre, è l’atteggiamento esibizionista degli autori che, con telecamera in mano, sono pronti ad immortalare il peggio di loro stessi, per poi diffonderlo ai posteri, a futura memoria. Nuovi fascisti ‘tronisti’, dunque», afferma Alessandro Pignatiello, coordinatore dell’ufficio di segreteria del Pdci. Il tutto senza che nessuno, dalla maggioranza, prenda veramente le distanze da questo come da altri gravi atti che sono avvenuti a firma di gruppi fascisti.
"Ebbene, dichiaro qui, al cospetto di questa Assemblea e al cospetto di tutto il popolo italiano, che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto".
dal discorso di Mussolini sul delitto Matteotti (Roma, Camera dei Deputati 3 gennaio 1925)
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