COMUNISTI ITALIANI: CONCLUSA L'ESPERIENZA NELLA MAGGIORANZA IN PROVINCIA DI MILANO
martedì 28 ottobre 2008
Il P.d.C.I. di Milano si è riunito ieri sera e, dopo una discussione approfondita sull’esperienza nella maggioranza in Consiglio provinciale, ha valutato che è venuto meno definitivamente ogni vincolo politico che legava il Partito al Presidente Penati. È una scelta sofferta, ma ponderata. Si sono palesate, infatti, differenze insanabili di metodo, di merito e di prospettiva politica tra il PdCI e Penati.
Siamo di fronte al fallimento personale di Penati, che, non essendo capace di fare sintesi, governa con l’autoritarismo e le minacce anziché con il metodo del confronto democratico. I balletti del Presidente, con i ricatti sulle deleghe in Giunta e le continue forzature sul Consiglio, dimostrano tutta la sua debolezza.
Penati ha fallito, però, soprattutto nel merito. Il Presidente si è, infatti, prodotto nella constante violazione del programma concordato e in particolare sulle politiche ambientali, dell’immigrazione e del governo del territorio.
Mentre noi ci battiamo per l’inclusione, i diritti e i servizi sociali pubblici il Presidente pretendeva l’approvazione del piano dei rifiuti e del Cerba, criminalizzava i migranti, oscurando persino De Corato. Penati insegue la destra sul suo terreno.
Gravissima, infine, è la prospettiva strategica con cui Penati scimmiotta Veltroni, decidendo egli stesso di escludere ogni alleanza futura con la sinistra e i comunisti, perché questi si battono su contenuti che ormai il Pd non vuole più rappresentare.
I Comunisti Italiani hanno dimostrato per anni senso di responsabilità e pazienza, ma oggi, proprio per garantire un futuro alla sinistra e alle forze democratiche in questa provincia, è necessario prendere le distanze da una deriva politica che porterà alla sconfitta.
Nello stesso momento il PdCI, rispettando profondamente le scelte fatte dalle altre forze comuniste (a partire da Rifondazione Comunista), lancia l’idea di costituire un polo alternativo di sinistra che faccia perno su una lista unitaria dei comunisti e che sappia coinvolgere i movimenti, i comitati e tutti coloro che in questo territorio contrastano le destre ed ogni deriva centriste.
Di fronte alla crisi economica e al crescente distacco tra cittadini e politica è nostro compito oggi far vivere una riconoscibile proposta alternativa e su questo costruire il consenso necessario per cambiare sul serio le scelte di governo ad ogni livello.
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