Il segretario nazionale del PRC, il 20 Gennaio 2009, pubblica, sul proprio blog, un’intervista dello stesso rilasciata a Francesco Capozza di Liberal e riceve le critiche di tanti lettori, al punto da dover correggere il tiro.
Alla domanda “Segretario, Oliviero Diliberto ha invitato Rifondazione a ricucire lo strappo del ’98, riunificando le sigle comuniste in un unico partito. Anche per lei sono superati i motivi che causarono quella scissione?”, risponde: “Innanzi tutto le rispondo dicendo che noi non vogliamo nessuna ambiguità sullo stalinismo e su ciò che esso ha causato. E’ quanto di più lontano dal comunismo. Su questo con i compagni del Pdci siamo ancora distanti. E poi le dico che sono contrario all’unione di vari partiti solo perchè portano un richiamo analogo al comunismo”. E se passasse la riforma della legge elettorale – insiste il cronista - che prevede uno sbarramento al 4%? Per prima cosa noi ci opporremo a quella proposta di legge – ribatte il segretario del PRC-, se dovessimo essere vittima ancora una volta delle decisioni di Veltroni e Berlusconi, vedremo il da farsi. Ho offerto a Vladimir (Luxuria) di candidarsi alle Europee – aggiunge - perchè la reputo intelligente, colta e attenta a quelle problematiche che a tutti noi stanno a cuore.
Noi ci limitiamo a darne notizia senza commentare, ma ci sarà consentito pensare che chi non vuole un solo partito comunista, in realtà è perché non ne vuole nessuno.
Il 20 gennaio Antonio Sommella scrive: Allora scriviamo e riscriviamo che nel partito ci vuole una ventata di aria nuova, e che i candidati vanno scelti tra i militanti che si fanno il culo, tu cosa fai. Mi candidi Luxuria alle europee, ma allora non si è capito niente caro Ferrero. Come non hia capito niente su Di Pietro. Con una scissione alle porte, con un niet agli altri partiti comunisti, senza dialogo con gli altri partiti compreso quello di Di Pietro, mi sai dire come faremo a vincere. Ho scritto che ognuno al suo interno e con il rispetto della propria autonomia debba fare un passo indietro per poter costruire una vera sinistra alternativa atta a contrastare con forza le destre di questo paese, senza stancarci di dialogare con tutti. Ti assicuro che io sarò uno di quelli che non voterà la Luxuria. Non metto in dubbio la sua intelligenza, ma credo che ha fatto la sua era, e che abbia contribuito anche lei al disastro del partito. La gente prendendoci in giro diceva,ma come, voi lavorate per portare un minimo di contributo al partito e la Luxuria va in ferie all’isola dei famosi, e la candidano pure alle europee. Sai qual è caro ferrero la parola più dolce che i cittadini ci dicevano? Fate ridere, siete dei pagliacci. Credi che non sia il colmo per uno che milita da circa quarant’anni nel partito?
Adriano, stesso giorno: Complessivamente d’accordo con il compagno segretario. Due punti, però, mi lasciano perplesso. Il primo punto riguarda la personalizzazione del tema delle possibili alleanze, che mi sembra riduttivo circoscrivere allo slogan Prodi no, Soru sì. In secondo luogo ho trovato impolitiche e un pò sopra le righe le espressioni utilizzate nei riguardi del PDCI, in sostanza accusato di simpatie verso lo stalinismo. A parte l’ovvia considerazione che questa stessa accusa ce la rivolgono strumentalmente i “vendoliani”-il che la dice lunga- siamo in pieno XXI secolo e nessuno, compreso Diliberto, credo voglia fucilare o mandare in Siberia chicchessia. Certo, si può anche opinare che il PDCI abbia concezioni politico-organizzative anacronistiche e su questa base rifiutare le profferte di riunificazione, ma non vedo cosa c’entri lo stalinismo.
Andrea: Il passaggio sull’unità col pdci mi ha rattristato parecchio
Arriva la puntualizzazione di Paolo Ferrero: Cari compagni e compagne, francamente leggendo l’intervista, così come è stata scritta sulla base di una lunga chiacchierata,non mi ritrovo per come è stato espresso il passaggio sul PdCI. La mia opinione riguarda la necessità del processo di rifondazione come punto qualificante per il comunismo e non intendevo invece dare patenti di stalinismo o antistalinismo ad altri, tantomeno ai compagni del PdCI o al PdCI come partito. Anche perchè in questi anni - ed in particolare in questi mesi - abbiamo visto come sovente i comportamenti stalinisti li abbia chi a parole si dice antistalinista.Mi dispiace di questo equivoco.Paolo Ferrero
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