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Il dimissionario segretario provinciale dell’UDC condannato a tre anni PDF Stampa E-mail
venerdì 03 luglio 2009

Il dimissionario segretario provinciale dell'Udc, Michele Caudo, condannato a tre anni per rivelazione di segreti d'ufficio e favoreggiamento personale.

Accogliendo la richiesta del pm Beatrice Ronchi, il Tribunale di Reggio Calabria, che il 17 maggio ha riaperto l’indagine (originata dall’inchiesta “Oro Grigio” e archiviata in un primo momento) a carico dell’ex procuratore aggiunto Pino Siciliano per rivelazione d’ufficio, ha emesso la sentenza di condanna nei confronti del dimissionario segretario dell’Udc Michele Caudo: Tre anni per rivelazione di segreto d’ufficio e cinque di interdizione dai pubblici uffici.

Lunedì scorso Michele Caudo aveva rassegnato le dimissioni dalla carica di dirigente provinciale dell'Udc perché accusato di aver rivelato al capo settore urbanistica del Comune, Manlio Minutoli, che il suo telefono era sotto controllo.

Il tutto sarebbe successo nei giorni successivi ai sequestri di atti da parte dell’autorità giudiziaria negli uffici del Comune, nel 2006 nell’ambito dell'inchiesta “Oro Grigio” sulla speculazione edilizia del complesso “Green Park” sul torrente Trapani.

"Soffiata" confermata agli inquirenti dallo stesso Minutoli, che sentito dalla Squadra Mobile, ammise di avere ricevuto quest'informazione da Caudo, facendo anche il nome del procuratore aggiunto di Messina, Pino Siciliano (agli arresti domiciliari da fine maggio), in stretti rapporti con l’attuale consigliere della partecipata Azienda Meridionale Acque Messina, nonché segretario dimissionario dell’Udc.




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