L' intervista continua se riusciamo a mantenere un poco di equilibrio.
«Equilibrio davanti a una guerra così? Cosa sarebbe accaduto se avessero ucciso ottocento soldati israeliani? Eh? Ma lo so, dico cose strane, faccio ragionamenti politicamente scorretti. In fondo, come hanno capito bene Veltroni e Fassino, stare dalla parte dei più deboli, dei palestinesi, non porta voti. Meglio ingraziarsi le lobby dello Stato di Israele che, oggi più che in passato, influenzano profondamente la politica italiana. E allora eccolo lì, Fassino, che addirittura va a manifestare...». (Marco Rizzo conosce Piero Fassino piuttosto bene: sono cresciuti entrambi nella Torino plumbea degli anni Settanta, solo che mentre Rizzo era un temuto capo del servizio d' ordine nei cortei extraparlamentari di sinistra, Fassino avanzava, già magrissimo, alla testa di quelli organizzati dalla Fgci, cioè dai giovani del Pci. Rizzo poi ha fatto anche il pugile, e il facchino. Biografia politica: tre volte deputato nazionale, oggi guida la delegazione del Pdci al Parlamento europeo insieme a Umberto Guidoni, l' astronauta comunista).
Par di capire che lei abbia un' idea precisa di ciò che sta accadendo a Gaza.
«Io so ciò che è evidente: c' è un esercito armatissimo che aggredisce e una popolazione che, inutilmente, a giudicare dal numero delle vittime, cerca di difendersi».
Hamas spediva razzi su Israele.
«Su questo dovremmo ragionare. Perché è in corso anche un' altra battaglia».
Sarebbe?
«La battaglia mediatica. Per cui i tigì italiani dedicano dieci minuti a un razzo Kassam che fa un buco di venti centimetri su una parete, e poi ne dedicano altrettanti alle operazioni dell' esercito israeliano, che però sta spianando interi quartieri... D' altra parte, scusi: ha sentito cosa dice il cardinal Martino? Gaza è diventato un campo di concentramento».
Gaza è anche...
«Glielo dico io cos' è anche Gaza: è un luogo dove è in corso una forma di lotta di classe. Tant' è che Hamas riesce ad avere la meglio sulla corrotta Anp e non su tutta Al Fatah, proprio grazie al fatto che fornisce servizi basilari come le scuole, gli ospedali...».
Lo Stato di Israele considera Hamas un' organizzazione terroristica.
«Terroristi? Ah sì? Beh, lo sono tanto quanto lo furono pure i progenitori di Israele, proprio nel tentativo di far nascere quello Stato».
Lei è un estremista, onorevole Rizzo.
«Senta: se riconoscere dove stanno i torti e le ragioni significa essere estremista... sì, scriva pure che sono un estremista».
Non crede che, davanti alle fiamme di Gaza, si debbano misurare le parole?
«Guardi, sia chiara una cosa: io non sono contro gli ebrei. Lo scriva bene, perché io poi lo so che basta un niente per essere fraintesi. Io sono contro lo Stato d' Israele...».
Non si preoccupi, questo s' era capito. Il guaio è che poi con ragionamenti così si finisce magari per fomentare azioni come quella del sindacato autonomo del commercio che a Roma ha proposto di boicottare tutti i negozi romani gestiti da ebrei.
«Iniziativa assurda. O sono dei dementi, e non hanno capito il genere di piacere mediatico che avrebbero fatto a Israele, oppure...».
Oppure?
«Più probabilmente sono stati imbeccati: dite così, fate così... le guerre si combattono anche con i servizi di intelligence, lo sa?». Veltroni e Fassino hanno capito che stare dalla parte dei palestinesi, ovvero dei più deboli, non porta consensi elettorali - Sono contro lo Stato d' Israele, non contro gli ebrei. Se distinguere tra torti e ragioni è essere estremisti, io lo sono.