"Non ci può essere pace tra la vittima ed il carnefice, non ci può essere pace tra il popolo e i suoi massacratori." (Antonio Gramsci)
 
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Jacopo Venier (PdCI): Gli attacchi contro Gaza sono crimini di guerra. Dai Tg realtà deformata PDF Stampa E-mail
lunedì 29 dicembre 2008
"Gli attacchi contro Gaza sono crimini di guerra. Se esistesse una comunità internazionale i governanti di Israele dovrebbero immediatamente essere portati in catene di fronte alla corte di giustizia dell'Aja. Chi non denuncia questa lampante verità è complice del massacro". Lo ha detto il responsabile Esteri del Pdci Jacopo Venier. 

 “Napolitano esca dall’ambiguità e - continua Vernier - dimostri di avere lo stesso coraggio di Pertini che criticò aspramente l’allora primo ministro Sharon durante un discorso di fine anno agli italiani. Il presidente impedisca all’Italia di essere complice dei massacri degli israeliani a Gaza, faccia applicare la Costituzione e sospenda gli accordi militari con un governo di criminali di guerra. L’Onu non può limitarsi ad appelli al cessate il fuoco ma decida di inviare, come in Libano, una forza internazionale a difesa della popolazione palestinese per far cessare i massacri”.

“E’ vergognoso – aggiunge Vernier - il modo con cui anche il sistema informativo italiano tratta la questione mediorientale: mentre il popolo palestinese sta subendo un massacro, i mezzi di comunicazione non sanno far altro che criticare solo e soltanto Hamas, dipingendolo come l’unica causa degli attacchi di Israele, soprassedendo invece sulle responsabilità gravi del governo israeliano, che, in barba a tutte le Risoluzioni Onu e a tutti gli inviti internazionali, continua imperterrito a muovere guerra nei confronti del popolo Palestinese. Per questa ragione, parteciperemo oggi pomeriggio, alle 16.30, al presidio sotto la Rai, promosso da chi è stanco di sentirsi raccontare dai telegiornali e dagli schermi televisivi una realtà deformata e travisata. Non riportare le ragioni dei palestinesi significa accettare la logica razzista del governo israeliano che per ogni suo cittadino ferito pretende una rappresaglia di almeno 200 morti palestinesi”.




  Commenti (1)
 1 Napolitano, figlio ... di Vittorio Emanu
Scritto da inkazzato, il 06-01-2009 15:07
Il compagno Venier usa un linguaggio troppo riguardoso verso Napolitano ed esprime un auspicio in cui, probabilmente, non credeva nemmeno lui quando ha fatto questa dichiarazione. Io – che ho il vantaggio di scrivere questo commento a distanza di pochi giorni posso rispondere al suo auspicio con dati di fatto: no, Napolitano non ha avuto lo stesso coraggio. Anzi. Si è esplicitamente posto dalla parte di Israele e di coloro che, nell’ANP, hanno svenduto la “causa” palestinese e che, forse, hanno “liquidato” Arafat. “Chi non denuncia questa lampante verità è complice del massacro” dice Venier. Lascio le conclusioni a tutti coloro che oggi rileggono la dichiarazione di Venier alla luce delle recenti valutazioni di Napolitano.  
Io mi permetto di fare un’altra riflessione. C’è qualcosa in comune fra Napolitano e Pertini, il più grande Presidente che l’Italia abbia mai avuto: un certo interventismo politico, che fu allora abbastanza criticato dai settori più retrivi della politica italiana. Oggi quei tromboni o i loro epigoni non dicono nulla. Ed è ovvio: l’interventismo di Napolitano è perfettamente in linea con il Veltrusconismo, e consegue di fatto il risultato di rafforzare la convinzione di quella parte dell'elettorato che i fascisti chiamavano “popolo bue”: che ormai la verità sta nell’angusto recinto delimitato da PDL e PD. La politica di Napolitano tende oggettivamente a far fuori i comunisti. Se oggi le sue dichiarazioni tendono a correggere le peggiori smargiassate del capo del governo, domani gli fanno da sponda e contraltare. Come il sostanziale invito a seguire la soluzione di Berlusconi per affrontare la più grave crisi del capitalismo mondiale: aver fiducia che la crisi non è poi così grave, e continuare a consumare come se niente fosse. Poi, magari, come il re Vittorio Emanuele III a Messina, verrà a portare solidarietà sulle macerie che saranno prodotte dal terremoto economico in atto. E, forse, anche lui, come il re, terrà una mano in tasca …

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