Il settimanale "Famiglia Cristiana"critica le misure sulla sicurezza adottate dal governo e dalle amministrazioni di destra e si ritrova additato di pirateria mediatica e criptocomunista dal "Giornale" del direttore Giordano, che con un articolo di oggi, a firma Scarpino, lamenta e attacca la posizione dei Paolini in merito al tema della sicurezza.
Ecco alcuni significativi passaggi. Il titolo:“Sicurezza, Famiglia Cristiana attacca ancora” e nel proseguo parla di “Strane e miserevoli cose" che "accadono nell’Italia d’agosto”. “Il colpo di mano è stato tentato dai giornalisti di Famiglia cristiana, che hanno abbandonato le cautele di una tradizione fatta di moderazione e di rispettoso colloquio coi credenti e sono passati alla pirateria mediatica, all’esasperazione dei toni, allo stravolgimento della realtà nazionale per imporre i loro livori politici di cattolici con la guida a sinistra”.
Insiste nell’attacco e difende a spada tratta il Governo: “Le misure adottate per garantire una maggiore sicurezza ai cittadini, che da anni l’invocano, sono sbrigativamente liquidate da Famiglia cristiana con un paragone insultante: l’impiego dei militari, per supplire alla carenza di tutori dell'ordine, viene liquidato così: «Neanche fossimo in Angola»”.
“La polemica montata da Famiglia cristiana è stolta, falsa, strumentale. Ma soprattutto è inqualificabile il linguaggio con cui tenta di alimentarla. Un linguaggio volgare e offensivo, che non ha precedenti nella tradizione della pubblicistica cattolica. Quale Angola? Quale «Paese marciapiedi»? Quale «presidente spazzino»? Nell’allineamento di certa sinistra cattolica alle suggestioni dell’antipolitica e all’aggressività delle immagini dà il senso di un imbarbarimento. Che non è dell’Italia, della maggioranza responsabile dei suoi cittadini, ma di quelle minoranze politiche residuali che si ritengono superate dai tempi e dagli assetti nuovi e che reagiscono con inaspettato livore”.
“Non è un caso – continua il Giornale - che Famiglia cristiana, fra tante critiche, come quelle di Maurizio Gasparri, che taccia il settimanale di «criptocomunismo» e del ministro per l’Attuazione, Gianfranco Rotondi, che lo accusa di scegliere un linguaggio «poco cristiano», abbia raccolto le lodi del Pdci (per bocca di Sgobio, ex capogruppo di quel partito alla Camera). Fra perdenti sott’odio s’intendono benissimo”.
A noi piace ribadire il vecchio adagio, che riteniamo attualissimo: Se do da mangiare ai poveri, mi dicono che sono Santo. Se domando perché i poveri hanno fame, mi dicono che sono Comunista!!!
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