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LA FGCI SCRIVE AL FONDATORE DI FACEBOOK: LIBERTA' O STRUMENTALIZZAZIONE PDF Stampa E-mail
martedì 15 dicembre 2009

Siamo ragazze e ragazzi che si battono ogni giorno per il cambiamento di questa società, per un suo avanzamento sul terreno dei diritti e dell'emancipazione.
Sappiamo bene quanto la comunicazione sia importante al giorno d'oggi, quanto abbia accorciato le distanze tra parti lontanissime del mondo, e siamo attenti difensori della libertà della rete che, in un mondo in cui la logica del profitto travolge tutto, rimane un parziale angolo in cui ciascuna e ciascuno è libero di esprimere le proprie idee, confrontarsi in maniera orizzontale.

In questo contesto Facebook, la tua creatura, ha un ruolo davvero importante, diventa un luogo di scambio, una grande Agorà del XXI secolo in cui tutti possono esprimersi senza che nessuno prevalga.
Tuttavia, nel regolare questa comunità, come tutte le comunità, reali o virtuali, è necessario introdurre delle regole che stiano alla base della convivenza, per dirla con Rousseau del 'contratto sociale'.
Su questo, da giovani utenti, con la passione del cambiamento, ci permettiamo di formulare due osservazioni: la prima è sulla arbitrarietà con cui vengono cancellati i profili.

Si potrebbe facilmente obbiettare, dal vostro punto di vista, che nell'atto di iscrizione si accetta di poter essere cancellati in qualunque momento, io tuttavia pongo un interrogativo non burocratico, ma di tipo sostanziale: si può sostenere nella vita reale la democrazia, la libertà di opinione e in rete, nel mondo virtuale, praticare l'autoritarismo?

Il secondo interrogativo, forse ancor più importante, è sulla gestione dei gruppi legati a cause: molto spesso accade che il/i fondatori dei gruppi, dopo aver ottenuto un numero significativo di utenti, ne stravolgano completamente il senso, fino ad affermare la ragione opposta a quella per cui sono nati. Ci è successo che gruppi contro il razzismo siano stati trasformati in gruppi xenofobi, o che gruppi nati contro il Governo siano stati trasformati in gruppi che ne sostengono l'operato. Esempio lampante ne sono quelli che in queste ore stanno sostenendo o condannando, a seconda dei gruppi, l'aggressione a Silvio Berlusconi.

Fino a che punto, chiediamo a te che ne sei il fondatore, Facebook può prevalere sulla volontà delle e dei singoli, fino a far apparire qualcuno sostenitore di una causa che avversa? Lungi da rifiutare la modernità, quello che lanciamo è un grido dall'arme, ci spaventa una società in cui il virtuale possa prevalere sul reale, fino a stravolgere la realtà. Una società di questo tipo supera l'idea di Grande Fratello, passando dal controllo della volontà alla sua determinazione.

Ci permettiamo di suggerirti, dunque, di intensificare il controllo sul tuo social network, non espellendo chi si batte per la trasformazione, ma vincolando i contenuti dei gruppi, affinché la volontà di milioni di utenti non sia stravolta.

Flavio Arzarello-Coordinatore Nazionale FGCI   




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