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Licia Pinelli: "Non fu suicidio". A trentotto anni dalla morte di Giuseppe Pinelli, anarchico attivista morto misteriosamente nel dicembre 1969, la moglie Licia ritorna su quei giorni e sulle "giustificazioni" oggi di moda: "Mario Calabresi ha scritto un libro che, per difendere la memoria del padre, offende la nostra". In una lunga intervista al 'Manifesto', la donna ricorda l'attività del marito, la vita a Milano in quel periodo, il giorno in cui Pino fu portato in questura, fino a quella tragica giornata del dicembre 1969, quando Pinelli cade da una finestra e muore. La tesi della moglie Licia? "L'hanno picchiato, creduto morto e buttato giù; oppure - confessa al 'Manifesto' - l'hanno colpito al termine dell'interrogatorio, facendolo poi precipitare incosciente, e questo spiegherebbe anche il suo volo silenzioso, senza neppure un grido, e spiegherebbe pure che dei 5 agenti solo uno (il carabiniere) si precipita giù per accertarsi delle sue condizioni. Ancora oggi alla tesi del suicidio, poi non ho mai creduto". (APCom) Quella sera a Milano era caldo ma che caldo, che caldo faceva. «Brigadiere, apra un po' la finestra» ad un tratto Pinelli cascò ...
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