Attraversare l'Italia in macchina significa giocare a mosca cieca con le frequenze radiofoniche. Le stazioni vanno e vengono. Radio24 ora prende, ora no. Specialmente sulla dorsale adriatica. Eppure c'è una radio, una sola, che prende sempre ed ovunque. Con il bello e con il cattivo tempo. Tra le pareti di roccia che si gettano a strapiombo sulle corsie autostradali e perfino nelle gallerie. Le frequenze sulle quali trasmette sono magiche, misteriose, arrivano da un'altra dimensione e vengono rimbalzate sulla terra dal satellite più lontano di tutti, quello che orbita nelle sfere celesti, al di là del cerchio dei cherubini. Forse sono le stesse onde radio captate da Mosè sul Sinai, quando ricevette la Costituzione universale, vergata non da molti padri costituenti, ma da quello per eccellenza, il Padre Nostro. Sono le emanazioni divine di Radio Maria, la regina dell'etere, l'equivalente per il Vaticano di quello che è il telegiornale di Minzolini per la maggioranza di governo o, se volete, di ciò che rappresenta Superquark per le lobby del nucleare e degli inceneritori, o anche dell'Istituto Luce per Mussolini, o di quello che Joseph Paul Goebbels significava per Adolf Hitler. Ma, visto che sono le uniche voci a parlare di qualcosa nel caos assordante della musica commerciale - gonfia di loudness, di trebles ma svuotata di ogni contenuto al centro - e dato che non sopporto il cicaleccio delle risate artificiose dei dj, obbligati per contratto ad un'allegria forzosa che quasi sempre stride con i sentimenti collettivi dettati dal momento storico, mi attesto sulla frequenza di Radio Maria. E così sia.
Il commentatore, religioso e grande storico, ripercorre la storia del fascismo. E lo fa con il piglio di chi detiene la verità assoluta e declama il testo di una sentenza. Nella sua ricostruzione non esita a definire "mostri" la Germania nazista e la Russia comunista. Sull'attribuzione della categoria morale del male assoluto a un intero popolo si potrebbe discutere, e sono convinto che più di uno studioso ne resterebbe sorpreso, ma anche volendoci passare sopra, in virtà di quell'accettabile semplificazione su cui ogni religione dogmatica inevitabilmente si basa, è quello che segue a lasciare attoniti. Dai woofer dell'auto inizia a risuonare con sempre maggior insistenza il termine "comunista", dapprima in riferimento a quei cittadini francesi così poco patriottici e così tanto traditori che preferirono consegnare il loro paese ad Adolf Hitler, piuttosto che adoperarsi per migliorarne le sorti. E non finisce qui: il comunismo fu una iattura tanto terrificante da giustificare l'ascesa del nazismo come reazione e soluzione al problema. Arriva una telefonata. E' una simpatica signora che osserva come con nell'Italia fascista e nella Germania nazista tutto sommato i cittadini erano liberi. Potevano insomma fare quello che volevano e andare dove pungeva loro vaghezza, cosa che non si poteva assolutamente dire del regime comunista. Ma il meglio di sè, la radio che trasmette in nome di Gesù Cristo doveva ancora esprimerlo. Il la arriva da un telespettatore avveduto che osserva risentito come non si parli mai dei patrioti cattolici, ma sempre e solo dei partigiani. Il conduttore ha così modo di replicare che i partigiani erano tutti comunisti, e che non erano affatto interessati a liberare la patria, come erroneamente viene ritenuto, ma solo a sostituire il fascismo, che tutto sommato era una dittatura dolce che conservava molte delle libertà individuali, con una dittatura totale ed irreversibile. Purtroppo, continua il lungimirante studioso, il fascismo ebbe il non trascurabile neo di consentire al comunismo di riconquistare il consenso del paese, permettendo così la fioritura del Partito Comunista Italiano.
Tutto chiaro? Il fascismo e il nazismo nacquero per colpa del comunismo. Se non ci fosse stato il comunismo, cioè, non avremmo avuto bisogno di Hitler e di Mussolini. E i partigiani italiani erano comunisti che volevano solo instaurare una terribile dittatura ben peggiore del fascismo, cosa che purtroppo ha consentito la nascita del PCI ed è stata la causa di molte delle rovine della storia d'Italia dal dopoguerra ad oggi.
Ite missa est. (fonte byoblu.com)
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