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S’ode a destra: il pd contro la rai, troppo spazio a FIOM PDF Stampa E-mail
sabato 26 giugno 2010
Mentre i Giovani Democratici, all’indomani della manifestazione nazionale del partito, hanno ritenuto di dover intervenire contro l’utilizzo del termine “compagne e compagni” da parte dell’attore Fabrizio Gifuni (forse irritati dalla standing ovation riservatagli dalla sala), i loro compagni, pardon amici, adulti hanno deciso che per il Pd è ormai giunto il momento di rompere anche con un altro storico punto cardine del Partito Comunista Italiano: il legame con la Cgil e la classe dei lavoratori e delle lavoratrici in lotta.

Il senatore piddini Benedetto Adragna ha così preso carta e penna e ha scritto al presidente della Commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli, spiegando che “è nostro dovere segnalarLe una palese mancanza di rispetto circa l’informazione sul mondo sindacale nella sua interezza da parte di tutti i principali telegiornali RAI e in particolare del TG3 nell’informare sull’accordo alla FIAT di Pomigliano. [...] Uno spazio soverchiante è stato dedicato alle posizioni assunte dalla FIOM Cgil, senza alcun contraddittorio o riferimento a posizioni alternative, se non in misura irrilevante, assunte da altre componenti del sindacalismo che invece rappresentano la stragrande maggioranza dei lavoratori italiani e degli stessi dipendenti della FIAT di Pomigliano”.
“Dispiace – si legge nella parte conclusiva della missiva – che, in un momento come quello attuale, segnato da una profonda crisi, i cittadini italiani, e dunque i lavoratori, non possano sempre contare su un’informazione il più possibile completa“.
Seguono altre firme di senatori democratici, Baio, Biondelli, Chiurazzi, D’Ubaldo, Garavaglia, Papania, Rossi, e del rutelliano Gustavino di “Alleanza per l’Italia”.

Quindi il problema dell’informazione pubblica del nostro Paese non è, secondo il Partito Democratico, la mancata copertura della mobilitazione dei cittadini dell’Aquila o la totale accondiscendenza alla filosofia dell’ottimismo come strumento anti-crisi propugnata per mesi da Berlusconi prima di approvare una manovra lacrime e sangue su cui pesa il silenzio assordante di molti esponenti democratici, bensì il fatto che alcuni giornalisti del Tg3 si siano permessi di dare un pò di spazio in più agli esponenti della Fiom e alle loro ragioni quando quotidianamente, per una settimana, tutta Confindustria, il Governo, la maggioranza, parte dell’opposizione, due sindacati confederali, la stragrande maggioranza dell’informazione si sono mobilitati per far passare le ragioni del “sì” all’accordo di Pomigliano.

Altro che “compagni”.

Mattia Nesti (comunistiuniti.it)




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