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Prosegue l'udienza preliminare per i trentotto indagati dell'inchiesta sui concorsi truccati alla Facoltà di Veterinaria. Cinque richieste di abbreviato. Rigettate quasi in toto le eccezioni delle difese. Intanto, il saggio Raffaele Tommasini ha chiesto di essere ascoltato. Udienza preliminare, oggi, per i trentotto indagati dell'operazione della Squadra Mobile che, nel luglio 2007, travolse i vertici della Facoltà di Veterinaria e del Rettorato. Quella che determinò la sospensione di due mesi del rettore Francesco Tomasello.
Oggi cinque tra loro hanno avanzato richiesta di rito abbreviato. Si tratta del professore Raffaele Tommasini, dei docenti di Veterinaria, Marisa Masucci, Concetta Beninati, Francesco Naccari e Maria Grazia Pennisi. Tutti indagati per abuso di ufficio, compariranno davanti al gup il prossimo 5 dicembre. Stralciata per difetto di notifica la posizione di Maria Teresa Capucchio. A dare il via all’inchiesta era stato Giuseppe Cucinotta, ordinario di Clinica chirurgica e Patologia chirurgica della Facoltà di Veterinaria. Il docente denunciò di essere stato sottoposto a pressioni e minacce dai vertici dell’Università nell’ambito di un concorso a cattedra della Facoltà di Veterinaria che, a suo dire, sarebbe stato pilotato perché “andava vinto” dal figlio del Preside Battesimo Macrì.
Scattò anche l’accusa di concorso nel reato di tentata concussione, per il rettore Francesco Tomasello, che - dichiarò Cucinotta - gli avrebbe detto, tramite altro docente, che se il concorso non fosse stato vinto dal figlio di Macrì, doveva andare in bianco.
Il professore Raffaele Tommasini, legale dell’Università, doveva, invece, difendere l’Ateneo contro Filippo Spadola, primo in graduatoria nel concorso oggetto di denuncia dopo la rinuncia, per trasferimento in altra sede, della effettiva vincitrice, Simonetta Citti. Spadola contestava la volontà dei piani alti di dare la cattedra a Francesco Macrì. Il lavoro dei magistrati sfociò nel luglio 2007 in 5 arresti e la sospensione per due mesi, tra gli altri, del Rettore stesso. Ma da questi intrecci clientelari era partita anche l’inchiesta parallela che ha indagato su un altro filone: quello della gestione dei laboratori scientifici di veterinaria: Ilo e Lipin.
Una miniera, a detta dell’accusa, per quanti lavoravano attorno al progetto, i laboratori che aprivano la strada dei finanziamenti regionali. Tra gli indagati di questo filone di indagine ci sono: il funzionario del Rettorato, Eugenio Capodicasa, la moglie e dipendente di Unilav, Ivana Saccà, il professore Giuseppe Piedimonte, responsabile del progetto Lipin, ed il responsabile amministrativo dello stesso progetto, Stefano Augliera. (tratto da Normanno.it) Il Ministro Gelmini lo sa? Se la risposta è "si", che fa? Se invece la risposta è "no", di che si occupa oltre ai tagli alla scuola?
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