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20 ottobre: verdi di autocritica |
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giovedì 25 ottobre 2007 |
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di Stino Cannata (Coordinatore RdES-Verdi)
La Rete di Ecologia Sociale - Verdi di Messina, il 20 ottobre, a Roma c'era e c'era con le bandiere Verdi, con quelle stesse bandiere c'erano compagni romani, sardi e vicentini, almeno quelli che abbiamo visto noi. Seppur sparute, tali bandiere verdi, erano il segno che i diktat in questo "partito", che in un tempo felice amava definirsi movimento, non hanno potere assoluto.
Al successo della manifestazione credo si dovrà un'accelerazione del processo di confederazione, o quant'altro, della sinistra rosso-verde o arcobaleno e il conseguente ridimensionamento all'interno dei Verdi, dell'attuale posizione di preminenza dei cosiddetti liberal (tra i quali si annidano anche grandi possessori di pacchetti di tessere, per quanto grandi i numeri possano essere nei Verdi) che condiziona alcune scelte fondamentali, dalle quali non escluderei la non partecipazione alla manifestazione del 20 ottobre, e che stando nel guado auspica una posizione di mezzo, più verso il P.D. che verso la confederazione di sinistra.
Penso che il Presidente Pecoraro Scanio e il gruppo dirigente del partito (Esecutivo Nazionale e Consiglio Nazionale) dovrebbero fare un po' di autocritica, proprio per non aver colto una grande occasione di partecipazione popolare che dovrebbe essere nel DNA dei Verdi.
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