7 marzo 1947 – 7 marzo 2009. Il Pdci e il Prc hanno commemorato i caduti per il pane e il lavoro
domenica 08 marzo 2009
"Oggi come ieri l’attacco contro i lavoratori rappresenta un attacco contro la democrazia"
Le federazioni provinciali del Partito dei Comunisti Italiani e del Partito della Rifondazione Comunista sabato 7 marzo hanno commemorato il tragico evento di 62 anni fa deponendo fiori sulla lapide in Piazza Unità d’Italia.
Davanti alla Prefettura di Messina accadde la prima strage che ebbe protagonisti i lavoratori e le forze dell’ordine che al grido di “avanti Savoia” spararono su chi chiedeva pane e lavoro. Giuseppe Maiorana, Biagio Pellegrino e Giuseppe Lo Vecchio caddero vittime .
Era il 7 marzo 1947: il governo faceva sparare sulla folla che manifestava.
Per il Pdci e il Prc la commemorazioni di tale tragico fatto vuole riportare alla memoria collettiva il senso del sacrificio dei tre caduti, in una città che a distanza di oltre sessant’anni dalla tragedia, vive ancora in un’area di povertà e di precarietà sociale ed economica, e vogliono evidenziare come l’ideologia delle destre al potere continua a ridurre le tutele dei lavoratori e delle fasce sociali più deboli, aggrava il divario tra ricchi e poveri e tra nord e sud d’Italia, propone solo elemosine per combattere la crisi.
Il Pdci e il Prc sostengono che non e’ di carità che hanno bisogno il paese ma di giustizia sociale, e sottolineano che oggi come ieri l’attacco contro i lavoratori rappresenta un attacco contro la democrazia.
Antonio Bertuccelli (per il Pdci), Alfredo Crupi (per il Prc)
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