A Messina continua il dopo Sanremo. Il consiglio provinciale si dà al “canoro”
sabato 28 febbraio 2009
Protagonisti i consiglieri provinciali capitanati dal Presidente Ricevuto che tra una “schiticchiata” e l’altra, si danno all’arte del canto.
“E’ un Paese l’Italia dove tutto va male - Lo diceva mio nonno che era un meridionale - Lo pensavano in tanti comunisti presunti - E no… - E’ un paese l’Italia che governano loro - Lo diceva mio padre che c’aveva un lavoro …” Con queste parole Marco Masini partecipava al festival di Sanremo finito qualche settimana addietro.
A Messina continua il dopo Sanremo e i protagonisti sono i consiglieri provinciali capitanati dal Presidente Ricevuto che tra una “schiticchiata” e l’altra, si danno all’arte del canto.
E’ successo qualche sera fa. Abbandonando le ideologie e dimenticandosi del loro ruolo, i rappresentanti del civico consenso, di maggioranza e di opposizione, si sono ritrovati a Montagnareale.
Studio del territorio? Sopralluogo per i danni causati dalle recenti piogge? Summit per trovare il da farsi in merito alle perdite di posti di lavoro? Niente di tutto questo.
Stiano tranquilli i cittadini della provincia messinese, per una volta nessuno dei consiglieri ha pensato a loro, si è trattato semplicemente di una serata all’insegna della spensieratezza e della goliardia.
Palcoscenico è stata la casa del consigliere Saro Sidoti che ha ospitato i “mancati partecipanti al festival nazionale” che ingozzandosi di salame, melenzane, arrosto di crosta sfumato con il vino e quant’altro, si sono cimentati appassionatamente in uno sfrenato karaoke.
Non sappiamo se a fine serata, tutti insieme, tenendosi per mano, abbiano intonato “Anema e core” e non ci meraviglieremmo se così fosse stato, ma abbiamo notizie sul vasto repertorio interpretato: da “Malafemmina”, cantata dal presidente Ricevuto accompagnato dal segretario provinciale del Pd Pippo Rao, a “Finche la barca va, lasciala andare”, cinguettata dal consigliere del Prc Franco Andaloro, di cui il testo sembra dare un’idea sul tipo di opposizione che la minoranza intende fare.
Tutto questo mentre i comunisti (quelli non riconosciuti dal presidente della Provincia) chiedono le dimissioni del primo amministratore dell’Ente Locale indagato con gravi imputazioni arrivando anche a indire un sit-in di protesta, ma lasciati soli a manifestare, e mentre, addirittura, un quotidiano regionale denuncia la poca trasparenza di Palazzo dei Leoni, sede della Provincia Regionale, che non permette ai cittadini di accedere agli atti, come previsto dal Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti Locali che prevede l’obbligo di pubblicazione di tutti gli atti sul sito internet istituzionale di ogni ente pubblico.
“Ci sarà un Salone degli Specchi” – scrive l’articolista – “ma la Provincia di Messina non è certo quello che si dice un palazzo di vetro”.
Cos’altro dire, se non concludere ancora con le parole di Marco Masini? “Nelle notti estasiate, nelle vite svuotate - dalla fame dei nuovi padroni - E’ un paese l’Italia che c’ha rotto i coglioni!”
Antonio Bertuccelli, segretario provinciale Pdci Messina
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