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“Perché il presidente dell’Ato3 Ruggeri, che sta riaffidando i servizi direttamente e non mediante gara d’appalto, non vuole inserire nei contratti di affidamento la clausola per il mantenimento delle maestranze già esistenti e in possesso degli attestati di servizio nei settori indicati?”.
Dai lavoratori ex cooperative ATO3 riceviamo e pubblichiamo. Chi scrive queste parole sono (purtroppo) gli ex dipendenti delle coop sociali di tipo B, (poca importanza ha il loro nome considerata la gravità della situazione, poco importa il colore politico), che svolgevano lavori nell’ambito dei servizi al verde pubblico ( scerbatura, potatura, pulizia spiagge e torrenti, manutenzione all’interno delle scuole e pronto intervento H 24) per conto dell’ATO3. Dal mese di dicembre 2008, affiancati e sostenuti dal sindacato Or. SA ovvero dal segretario regionale Mariano Massaro e da Francesca Fusco delegata Or. SA Marittimi, affrontiamo l’annoso problema della conclusione del rapporto di lavoro (scadenza appalto 31 dicembre 2008) con l’amministrazione comunale cui sindaco è il Dott. Giuseppe Buzzanca. Questa non è la classica vertenza occupazionle la nostra è una vera emergenza sociale poiché i lavoratori implicati sono soggetti a rischio: - ex detenuti, invitati dai giudici o dalle assistenti sociali al recupero e al reinserimento sociale e che sensa la richiesta di un lavoro potrebbero tornare in carcere o a delinquere; - o ex tossicodipendenti riabilitati che rischiano di affrontare i loro problemi economici rifugiandosi di nuovo nel tunnel della droga; - o soggetti in cura presso strutture psichiatriche per depressione, ormai patologia del secolo che può acuirsi in caso di mancanza di lavoro e potrebbe sfociare in suicidio - o persone/lavoratori provate dalla vita perché orfani o perché separati con figli da mantenere, La cosa che abbiamo potuto constatare è che l’amministrazione comunale è stata immobile e sorda a queste urla non ha prodotto nessun atto concreto per evitare il pericolo sociale. Con molta grinta diciamo anche di non chiedere qualcosa di irrealizzabile considerando che siamo sempre stati l’anello debole della catena ostaggi del politico di turno, che per riservarsi il serbatoio di voti fa dei nostri drammi familiari numeri e conti. Nonostante ciò abbiamo lavorato in questi anni a testa alta con la nostra dignità, aspettando lo stipendio anche per tanti mesi ( a causa dei ritardi nei pagamenti da parte dell’Ato) ma il servizio è stato sempre a regola d’arte ( sopralluoghi e foto documentati sono la testimonianza). Adesso dopo aver constato la pochezza dell’amministrazione comunale, visto che, durante diversi incontri l’assessore Elvira Amata, l’assessore Melino Caponee e il Sig. Ruggeri in veste sia di capo di Gabinetto de sindaco che di presidente dell’Ato 3, si erano impegnati a garantire la nostra occupazione anche qualora il servizio fosse stato trasferito ad altre cooperativa con la firma di un documento scritto, la situazione è totalmente diversa e stravolta : NOI siamo DISOCCUPATI, quindi l’accordo non è stato rispettato ma in più all’incontro avuto col Sig Ruggeri il 02 Febbraio 2009 ci è sembrato di essere al mercato della frutta per una contrattazione su pere o mele, cioè il presidente dell’Ato ci ha comunicato che l’occupazione nelle nuove cooperative poteva essere garantita soltanto per dodici di noi al posto di 24 come se si trattasse di una compravendita di frutta e non del pane e della vita di altre dodici persone ( tanto gli altri dodici non hanno famiglia (tanto gli altri 12 nn hanno famiglia e se anche così fosse non vrebbero diritto a vivereuna vita dignitosa e onesta) evidentemente nn afferra il fatto che lasciare anche uno solo fuori da quest situazione è un dramma che potrebbe sfociare in conclusione spiacevoli e disastrose. Ma la cosa veramente assurda che non riusciamo a comprendere è il motivo per cui il Sig Ruggeri, in qualità di presidente dell’Ato3, che sta riaffidando i servizi direttamente e non mediante gara d’appalto, non vuole inserire nei contratti di affidamento la clausola per il mantenimento delle maestranze già esistenti e in possesso degli attestati di servizio nei settori indicati. Forse,ma non vorremmo essere malpensanti, non vuole inserirla per imbarcare nuove “clienti” magari inesperti e alle prime esperienze, quindi inesperti e poco pratici del settore che richiede molta professionalità speciamlmente nell’uso dell’attrezzatura a motore (motoseghe, decespugliatori, falciasiepi) tra l’altro molto pericolose se non si conoscono le norme e le tecniche di sicurezza, e se così dovesse essere contraddice quanto detto nell’ultimo incontro in cui dichiarava di volore offrire un servizio ottimo e migliore, ma con chi con i “ clienti” inesperti del settore? Per concludere facciamo sapere che noi tutti non abbiamo intenzione di scendere a compromessi perché non si può giocare con la pelle, la vita e i sentimenti di persone che la vita ha già tanto vessato. In rappresentanza dei 40 lavoratori disoccupati Carmelo Lombardo
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