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Bertuccelli (Pdci) fa chiarezza: «Non mi candido. La Borsellino una candidata come gli altri» PDF Stampa E-mail
mercoledì 27 febbraio 2008

«Lunedì non c'è stata nessuna riunione ma solo una “discussione da bar”»

Non c'è ancora unità di intenti nella rappresentanza messinese della Sinistra Arcobaleno. Dopo l'articolo di ieri apparso su quotidiani online, ed oggi sulla carta stampata cittadina, che riporta i contenuti di una riunione tenutasi lunedì sera, il segretario provinciale del Pdci Antonio Bertuccelli ci tiene a fare chiarezza su alcuni punti: «Lunedì non c'è stata alcuna riunione – afferma – perché io ed altri esponenti del PdCI eravamo impegnati a Catania ad un vertice del partito. Si è tenuto un semplice incontro informale, una discussione da bar, potremmo chiamarla, alla quale mancavano i Comunisti italiani e dal quale non può venir fuori alcun indirizzo o nessuna linea guida. Intanto chiarisco una cosa: non mi candido perché non mi sono mai candidato, se non nel lontano '92 per le regionali con Rifondazione. Inviterei gli organi di stampa a verificare l'attendibilità di chi mette in giro queste voci. Per quanto riguarda gli assetti regionali, c'è un grande subbuglio, sono proprio di ieri le dichiarazioni della Finocchiaro che invita a votare o per il Pd o per il Pdl».

Le due divergenze maggiori riguardano il simbolo con cui presentarsi alle regionali e la presenza di Rita Borsellino come capolista anche a Messina. «Il simbolo che ci hanno proposto non è quello della Sinistra Arcobaleno. La parola “Sinistra” ha meno spazio, e nella parte superiore su sfondo verde c'è il nome di Rita Borsellino. La Borsellino è una candidata come tanti altri, non ci sentiamo “ospiti”, e la nostra candidata è Anna Finocchiaro. Non condividiamo questa personalizzazione della politica, questo individualismo. Si pensi che a livello nazionale neanche il candidato alla presidenza del Consiglio per La Sinistra/Arcobaleno, Fausto Bertinotti ha il suo nome sul simbolo. Sul fatto che la Borsellino debba essere capolista in tre province, tutti i candidati hanno stessa dignità e non sono secondi a nessuno. Una cosa è certa – conclude – e lo voglio ribadire con chiarezza: non sono candidato».




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