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Buzzanca-Ivan il Terribile ai Dirigenti comunali: Chi si assenta alle riunioni, si giustifichi accompagnato dai genitori.
Il Sindaco Buzzanca convoca Assessori e Dirigenti Comunali per discutere di “bilancio di un anno e prospettive”, raccomandando la puntualità e chiedendo di motivare per iscritto le eventuali assenze. Contemporaneamente si sparge voce che la Ragioneria Generale sta predisponendo i conteggi per gli stipendi di luglio decurtati dell’acconto concesso dal Commissario Sinatra in vista delle nuove indennità di posizione che verranno attribuite ai Dirigenti comunali. Il Vicepresidente della Diracom, sindacato di categoria, risponde: Ora, ca calma e ‘ppi favuri! Oggetto: Convocazione del 23/7/2009. Lettera aperta. Al Sig. Sindaco e p.c. sigg. Dirigenti Comunali Per le valutazioni e riflessioni di pertinenza si trasmette l’allegata nota, nella speranza che i colleghi ne tengano conto esaminando la busta paga di luglio. Egregio sig. Sindaco, accontento ben volentieri il suo desiderio di conoscere per iscritto le motivazioni di eventuali assenze alla riunione di giovedì p.v. e preciso che non parteciperò perché l’argomento non mi sembra intrigante. Il titolo dell’incontro non appare riferirsi ad una riunione operativa, ma piuttosto ad un happening politico in cui i dirigenti svolgono il ruolo di comparse come nei vecchi film in costume. Magari ci saranno giornali e televisioni private. Oppure il tema “vero” sarà un altro (per esempio la presentazione della nuova struttura organizzativa): ed allora perché non dirlo? Oppure sono vere tutte e due le ipotesi, ed è anche peggio. Non ho mai mancato ad alcuna convocazione del Sindaco per finalità operative od organizzative; e come me, ritengo, tutti i dirigenti comunali. Quelli buoni e quelli cattivi, se si vuole. Il vero problema – se di problemi operativi e, soprattutto, organizzativi si tratta – è l’adesione successiva ai contenuti degli incontri. L’effettiva volontà di attuare quanto concordato in un contesto fattivo dove tutti i partecipanti fanno la propria parte. E questa volontà abitualmente latita. Da parte di qualche partecipante. O si dà per scontato che qualcun altro debba garantire il coordinamento degli interventi. Gran parte dei problemi del Comune di Messina nasce dal fatto che ben di rado i vari uffici riescono a “fare squadra”. Che ben di rado si attua un coordinamento efficace fra i servizi. Che ben di rado qualcuno controlla che i servizi siano ben organizzati (e dunque se vi siano risorse adeguate e funzionali, se le procedure siano corrette, se gli obiettivi siano coerenti con la qualità delle strutture, ecc.). Ed a questo – dal 1977 in poi - non ha mai posto mano nessuno in termini efficaci, per non dire seriamente. Se è questo il suo obiettivo – mi perdoni – non è con toni così autoritari che vi riuscirà. Brunetta può tenere i buoi dentro il recinto, ma non farli “arare” meglio. Tanto più se si tratta di dirigenti. Almeno per quanto mi riguarda, sono ultrasensibile ai profili che riguardano la mia dignità. In situazioni del genere mi viene da rispondere, come Lazzaro alla perentoria esortazione di Gesù - in una vecchia barzelletta degli anni ’70: “Ca calma e ‘ppi favuri!”. Attilio Camaioni, vice Presidente DIRACOM
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