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“Caso Bonanno”. Il PdCI: Ricevuto si dimetta! PDF Stampa E-mail
martedì 16 dicembre 2008
Sample ImageLa magistratura inquirente sarebbe giunta al convincimento che Umberto Bonanno, già presidente del consiglio comunale, in quota Forza Italia, facesse da “anello di congiunzione” tra i vertici dell’Università e l’allora vice ministro e oggi presidente della Provincia, Nanni Ricevuto.

Il Partito dei Comunisti Italiani segue con viva preoccupazione l’evolversi della vicenda giudiziaria che interessa l’Università di Messina e che ormai sembra coinvolgere una parte del mondo politico e dello stesso mondo giudiziario. Secondo notizie riportate dalla stampa, la magistratura inquirente sarebbe giunta al convincimento che Umberto Bonanno, già presidente del consiglio comunale, in quota Forza Italia, facesse da “anello di congiunzione” tra i vertici dell’Università e l’allora vice ministro e oggi presidente della Provincia, Nanni Ricevuto, per far avere finanziamenti statali all’ateneo peloritano.

Così si giustificherebbero i “favori” a Bonanno da parte del Rettore per un concorso “pilotato”, sui quali la magistratura ha acquisito gli elementi che giustificano l’ennesima sospensione di Tomasello.

Se ciò risponde a verità, esistono tutti i presupposti perché Ricevuto si dimetta da presidente della Provincia.

Il PdCI chiede energicamente queste dimissioni, in quanto sono necessari provvedimenti drastici per evitare che l’intero sistema politico, accademico e giudiziario messinese crolli.

Il PdCI, nel confermare la propria richiesta di rimozione forzata del Rettore, denuncia il tentativo gattopardesco, compiuto da una parte del mondo accademico, volto a far sì che, messo da parte Tomasello, tutto rimanga come prima. La città ha, invece, bisogno di un’inversione di rotta e che si candidi alla carica di Rettore, con lo sforzo congiunto delle forze migliori che operano all’interno dell’Università, una personalità al di sopra delle parti, non coinvolta negli intrighi accademici degli ultimi lustri, che abbia il prestigio scientifico per poter rappresentare una vera svolta agli occhi della comunità nazionale. Non ci sembra che le candidature “paludate” sinora emerse vadano in questa direzione.

Non riteniamo, in particolare, che una eventuale candidatura di chi è stato coinvolto nella cattiva amministrazione della città e negli scontri baronali all’interno dell’Università, possa realizzare il cambiamento da noi auspicato.

Antonio Bertuccelli, segretario provinciale PdCI Messina


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