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CNA: FIDUCIA ALLE IMPRESE PER CREARE SVILUPPO E OCCUPAZIONE PDF Stampa E-mail
venerdì 26 novembre 2010
Sample ImagePromosso dalla Confederazione Nazionale dell'Artigianato si terrà sabato 27 novembre, alle ore 9,30, nei locali della Camera di Commercio di Messina l'incontro dibattito sul tema “Fiducia alle imprese per creare sviluppo ed occupazione”.

Alla presenza dell’Assessore Regionale alle attività produttive Marco Venturi si terrà sabato 27 novembre, alle ore 9,30, nei locali della Camera di Commercio di Messina, un incontro dibattito sul tema “Fiducia alle imprese per creare sviluppo ed occupazione”.

La Cna provinciale di Messina, presieduta da Costantino Di Nicolo insieme al segretario Vito Siracusa, si è fatta promotrice dell’iniziativa per sensibilizzare il mondo dell’artigianato e della piccola impresa sulle possibili ricadute della Legge Finanziaria in questi giorni in discussione all’Ars.

In particolare la Cna chiede al Governo regionale che mediante lo strumento di bilancio regionale venga offerto più credito agevolato alle imprese artigiane utilizzando con maggiore efficacia gli enti preposti come la Crias e la l’Artigiancassa e inoltre che venga rivista l’intenzione di accorpare la Crias e l’Ircac, paventando in caso contrario il rischio di bloccare completamente l’accesso ai finanziamenti agevolati attualmente erogati da questi istituti.

Si richiedono inoltre nuovi fondi per infrastrutture permanenti (aree artigianali) da destinare a consorzi d’imprese, quindi la sburocratizzazione della P.A. della Regione (necessità di abbattere i tempi biblici per ogni autorizzazione).

Infine, ma non ultimo, si richiedono nuovi fondi per l’abbattimento degli interessi (60% a fondo perduto) per le imprese che hanno effettuato finanziamenti attraverso i Consorzi Fidi con la Regione che ha effettuato il rimborso alle imprese solo fino al 2002.

Rimane quindi una battaglia imprescindibile l’avvio del Credito d’imposta in Sicilia mentre viene ribadita la necessità che il Governo nazionale trasferisca alla Regione i fondi FAS (circa 4 miliardi di Euro) e proceda alla riduzione del costo del lavoro ed alla modifica degli studi di settore.




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