Perché non si pubblica un elenco degli addetti stampa che lavorano alla Gazzetta del Sud, ma sono assunti dai vari enti cittadini?
Il quotidiano locale del 4 giugno 2008, tra le notizie di cronaca cittadina, riporta un articolo a firma Francesco Celi, che dice di deriva della caccia al voto e di nausea per conflitti di interessi, marcando il “caso meritevole di essere citato” quello del segretario cittadino del PdCI “Attilio Camaioni vicesegretario generale del Comune e assessore designato da Ansaldo Patti (PRC-PdCI)che dovrebbe dimettersi dal posto di dirigente che ricopre in Municipio” in caso di vittoria del candidato a sindaco. Ma il cronista si pone una domanda e un “problema”: “si deve ritenere fatto positivo la marcata politicizzazione di dirigenti di enti pubblici che gestiscono risorse umane ed economiche?"
Domanda a cui arriva puntuale la risposta:
“Un ignobile attacco del foglio locale mi include in un elenco di presunti (pro)cacciatori di voti, che sarebbe la causa dei conati di nausea sofferti dal firmatario dell’articolo, peraltro intento a stracciarsi le vesti per la politicizzazione dei dirigenti pubblici. In realtà la nausea avvertita dal giovane cronista deriva più probabilmente dal lavoro che fa e dalle cose che ritiene (o deve?) scrivere. Mentre la legalità del fenomeno non lenisce la sua sofferenza (la legalità è un dato trascurabile alla Gazzetta del Sud?) il timore degli affezionati lettori è che il morbo di alzhaimer si stia diffondendo in quegli ambienti: non risulta che qualcuno si sia in precedenza lamentato della “politicizzazione” dei dirigenti quando, anzi tutt’altro – almeno nel corso degli ultimi trent’anni - questi venivano eletti a tutti i livelli istituzionali. Ed a proposito del conflitto di interessi, perché non si pubblica un elenco degli addetti stampa che lavorano alla Gazzetta del Sud, ma sono (opportunamente?) assunti dai vari enti cittadini?”