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Egregio signor Sindaco, ma Lei dove vive? PDF Stampa E-mail
sabato 29 novembre 2008

Sample ImageIl primo cittadino parla come se fosse di ritorno da una vacanza sulla luna.

"I messinesi tutti pretendono giustamente certezze, che se Lei non è in grado di garantire, trovi una scusa, signor Sindaco, e si dimetta".

Apprendiamo a mezzo stampa che il capo dell’Amministrazione comunale di Messina, On. Giuseppe Buzzanca, si scusa con i cittadini per i disagi ed invita al dialogo maggioranza ed opposizione e definisce strumentali gli attacchi, dichiarando:"Non ricevo proposte, non percepisco la necessaria unità di intenti" e che, inoltre, tenta di trovare una soluzione all'ennesima “emergenza” cittadina non attendendosi “certamente apprezzamenti da chi l'ultima “emergenza” la soffre direttamente sulla propria persona" facendo esplicito riferimento alla lotta dei lavoratori ATM che da mesi non percepiscono stipendio.

Qualche domanda vorremo porla al primo cittadino:

Egregio signor Sindaco, si rende conto della gravità delle Sue affermazioni? Ci sono persone in carne ed ossa che quotidianamente vivono nel dramma di chi deve provvedere al sostentamento per il fabbisogno suo e della propria famiglia e, non ultimo, onorare gli impegni presi con gli istituti di credito.

A Lei, signor Sindaco,che in campagna elettorale ci ha propinato a più non posso il Suo programma e quello della coalizione che Lei rappresenta, UDC compreso, Le chiediamo: E’ ancora valido quel programma? Esiste sempre? O era solo un libro dei sogni da dare in pasto agli “utili idioti”.

Con la Sua candidatura a primo cittadino, si è assunto il compito di guidare un’amministrazione comunale e con la sua, susseguente, elezione a deputato regionale, Lei si è assunto l’onere di risollevare le sorti di una città già sofferente sotto tutti i versanti,  economici e sociali. Siamo ad oltre 100 giorni dal Suo insediamento e non si intravedono spiragli di luce risolutive.

Il Suo richiamo al “senso di responsabilità, che impone a tutti un maggiore impegno, anche a discapito delle pur comprensibili diversità”, ci sembra inopportuno e tendente a spalmare su tutte le forze politiche, di governo e di opposizione, quelle responsabilità che una seria Amministrazione Comunale dovrebbe, invece, assumersi.

I messinesi tutti, dai giovani ai pensionati, dai precari ai partecipanti ai concorsi pubblici, i cittadini che quotidianamente devono fare i conti con le esigenze che il liberismo, anche da Lei e dalla sua coalizione sostenuto, ha generato, non hanno che farsene delle Sue scuse, ma pretendono giustamente certezze, che se Lei non è in grado di garantire, trovi una scusa, signor Sindaco, e si dimetta.

Antonio Bertuccelli, segretario provinciale PdCI Messina


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