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Fallimento ATM: lavoratori fannulloni o allegra gestione? PDF Stampa E-mail
martedì 15 giugno 2010
Sample ImageL'OrSA Trasporti: "L’attuale “tutti contro tutti” che si respira in ATM è utile solo a rafforzare la coltre di disinformazione che consente agli attori in scena di rimbalzarsi vicendevolmente le responsabilità e mantenere lo “status quo  ante” che ha trascinato l’azienda al fallimento".

Ci asteniamo dal commentare l’inedita posizione di alcuni soggetti sindacali che, per loro convinzione, detengono lo scettro della verità assoluta e, in spregio alla deontologia professionale, individuano come controparte  lavoratori e sigle sindacali che la pensano diversamente, per poi limitare l’azione sindacale alla propaganda ed ai proclami di fiducia cieca verso il Commissario della “provvidenza”, autore dell’ennesimo piano di risanamento “teorico” che, manco a dirlo, ha riscosso i favori dall’Amministrazione Comunale. La vicenda ATM è ben più complessa del taglio semplicistico che per comodità qualcuno le attribuisce, L’OrSA, che non è nelle condizioni di diffondere certezze e per caratteristiche culturali confida  più nella potenzialità risolutiva dell’unità dei lavoratori che nelle soluzioni provvidenziali “dall’uomo forte” di turno, si è preoccupata di ricercare la verità attraverso gli atti ufficiali che si allegano alla presente e dai quali si evincono chiare responsabilità del Comune e di altri enti pubblici che hanno sfruttato il trasporto pubblico senza pagarne i costi.  A scanso di equivoci e di prevedibili strumentalizzazioni, riteniamo utile ricordare che in tempi non sospetti fu proprio l’OrSA a richiedere le dimissioni del Direttore Claudio Conte che in tema di inadempienze si limitava a lanciare messaggi velati senza specificare le dirette responsabilità, pertanto, non intendiamo magnificare nessuno, ci limitiamo a prendere favorevolmente atto dell’operazione di denuncia recentemente intrapresa dall’Ing. Conte, utile a ricostruire il percorso che ha affossato l’azienda e porre in essere eventuali contromisure. 

In data 25.5.2010 il Direttore Generale dell’ATM inviava una nota al collegio di difesa  rivendicando il riconoscimento dei più significativi crediti, a tutto il 31.10.2009, per i quali l’azienda possiede titoli esecutivi certi. In buona sintesi, il Direttore Conte, evitando di entrare in merito all’annosa diatriba che ha visto non approvati dal Comune di Messina quattro Bilanci Consuntivi, si limita a rivendicare il pagamento di servizi forniti a vario titolo e mai pagati dagli enti usufruenti, fra i quali:

- Università di Messina € 432.660,0 – Azienda Ospedaliera Universitaria € 312.658,07 – GIP s.r.l.

€ 314.400,00 –

Il contenzioso assume connotati rocamboleschi quando si fa riferimento alle somme che il Comune, proprietario dell’Azienda, deve all’ATM per servizi forniti e mai pagati, lo stesso Comune che oggi, secondo i proclami, dovrebbe rilanciare l’azienda. Anche in questo caso esistono titoli esecutivi certi:

- € 615.800,50 per servizi resi all’ex Istituzione Servizi Sociali, oggi Assessorato – € 2.721.131,09 per servizi resi al Comune e mai pagati - € 13.375.550,00 che il Comune deve certamente corrispondere all’ATM fino all’epoca dell’ultimo bilancio consuntivo di cui è pacifica l’approvazione - € 4.441.579,49 per il leasing impropriamente sopportato dall’ATM relativo all’acquisizione di 25 autobus la cui copertura del costo, secondo la delibera di G.M. n° 1035 del 30.11.2006, è a carico del Comune – 10,3 milioni di euro relativi al mutuo che l’ATM sta sopportando per aver realizzato fabbricati di proprietà Comunale, di cui 6 milioni già pagati – 3 milioni di euro per la manutenzione della linea tranviaria  che l’ATM gestisce solo in comodato d’uso…

Alla luce dei fatti, per fare gli interessi dell’azienda la direzione Commissariale dovrebbe solo pressare gli Enti, compreso il Comune, per ottenere il riconoscimento delle somme dovute all’ATM almeno per i servizi resi e mai pagati in modo da consentire alle casse aziendali di uscire parzialmente dal tunnel dei debiti e degli interessi passivi e, solo in seguito, creare le condizioni favorevoli per garantire ogni progetto di risanamento e rilancio, anche il più fantasioso.

E’ bene soffermare l’attenzione sul fatto non trascurabile che vede il Direttore Generale rivendicare semplicemente il riconoscimento delle somme dovute per i servizi resi e mai pagati, nella sua missiva l’ing. Conte tralascia volutamente la questione Bilanci non approvati che nel caso in cui giungesse a buon fine vedrebbe l’ATM addirittura in attivo. Quanto esposto rende ancora più strumentale la storiella sempre comoda dei lavoratori “fannulloni” causa di tutti i mali, la vicenda ha contorni ben più torbidi,  siamo di fronte ad amministrazioni e CdA conniventi che hanno consentito lo sfruttamento a costo zero dell’Azienda pubblica del trasporto locale trascinandola al fallimento conclamato. Se in passato la politica ha fatto ricorso ad assunzioni clientelari di massa per interessi di bottega che evitiamo di commentare, è pur vero che se all’ATM fossero stati pagati almeno i servizi resi agli Enti pubblici oggi sarebbe in condizione di fornire un servizio entro i canoni della decenza e con il fisiologico innalzamento della produzione i circa 650 lavoratori, se opportunamente riqualificati, sarebbero appena sufficienti per garantire il servizio essenziale che in una città di 250.000 abitanti dovrebbe garantire almeno 120 autobus efficienti in linea. No vi è dubbio che il primo passo verso il risanamento non può prescindere dal costringere gli Enti, Comune compreso, a versare in tempi brevi le somme dovute all’ATM per i servizi resi. Comprendiamo che nella posizione del Commissario, scelto dal Sindaco,  è più facile proporre progetti stellari di risanamento che innescare un legittimo decreto ingiuntivo contro Comune ed Enti vari che hanno sfruttato l’ATM senza pagarne i costi.

A questo punto  al sindacato non resta che scegliere fra due soluzioni:

1) Illudere i lavoratori che il, pur volenteroso e propositivo, Commissario La Corte sia l’eroe extraterrestre in grado risolvere il dilemma con prestiti e piani di rilancio e nel contempo lasciare in pace le Istituzioni responsabili dello sfascio economico. Intanto, nella realtà di tutti i giorni, non si riescono a pagare gli stipendi, a luglio scadono i contratti di 90 ex LSU e i messinesi sono indotti dalla disinformazione aziendale a giudicare i lavoratori come sciacalli improduttivi, col fine di giustificare alla platea cittadina la macelleria sociale prevista in seno alla privatizzazione selvaggia dell’ATM che qualcuno ha in mente da cedere a costo zero.

Oppure

2) Mobilitare i lavoratori mettendoli a conoscenza dei fatti relativi ad Amministrazioni Comunali e C.d.A che, non solo hanno omesso di approvare consuntivi e bilanci, ma si sono permessi finanche di pretendere servizi dall’ATM senza pagarne i costi e con lo stesso cinismo hanno usato e continuano ad usare le casse aziendali per coprire le spese di realizzazione di immobili che risultano di proprietà comunale.

E’ ovvio che l’OrSA non può che sposare la seconda soluzione ma ciò non significa che il piano di risanamento presentato dal Commissario La Corte sia da considerare carta straccia, con tutte le riserve necessarie per un piano che prevede ulteriori prestiti, sovvenzioni e mutui ancora in fase di incerta concretizzazione, valutiamo positivamente l’impegno di La Corte ma restiamo convinti che nessun progetto possa essere credibile se prima non si provvede a calmierare la torbida questione dei debiti contratti dal Comune e pagati impropriamente dall’ATM e dei servizi forniti dall’Azienda senza adeguata copertura economica da parte degli Enti fruenti. A questo punto fare il tifo per il Commissario o chiederne le dimissioni non serve a risolvere il problema, in ogni caso, permanendo l’attuale situazione, le eventuali risorse che il Commissario La Corte riuscirebbe a portare nelle casse dell’ATM servirebbero solo a coprire le inadempienze delle varie Amministrazioni Comunali e C.d.A. che resterebbero impuniti per l’allegro scialacquo erroneamente attribuito ai dipendenti e alla dirigenza che nei fatti è stata costretta negli anni ad assecondare la volontà della politica.

Per quanto sopra, l’OrSA invita i lavoratori a partecipare a tutte le forme di protesta mirate a scoperchiare il contenitore delle nefandezze operate negli anni dagli amministratori e i cui costi si vorrebbero far pagare solo ai dipendenti. Lo sciopero del 9 luglio è uno sciopero emblematico che dovrà puntare al minimo disagio per i cittadini ed alla massima mobilitazione verso il silenzio connivente delle Istituzioni che ancora oggi omettono volutamente di chiamare in causa chi ha mal gestito e sperperato le economie di un’azienda che era il vanto della città.

Infine, nel prendere atto negativamente delle comunicazioni aziendali che annunciano il  pagamento di una sola mensilità arretrata, approfittiamo del presente comunicato per sollecitare il Sig. Sindaco e gli Assessori Miloro e Capone a mantenere gli impegni intrapresi giorno 8 giugno con le OO.SS. che assicuravano la completa erogazione degli stipendi di aprile e maggio; invitiamo altresì il Commissario La Corte e il Sindaco Buzzanca ad esibire atti concreti a salvaguardia dell’occupazione dei 90 ex LSU in scadenza di contratto prevista per il prossimo mese di Luglio e per cui, nonostante i numerosi solleciti sindacali, non è stato ancora varato alcun progetto risolutivo.

                                                                                            OrSA Trasporti

 Direttivo Aziendale ATM




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