GLI EX COMUNISTI NEL PD IN PROCESSIONE AGLI “ORGANI D’INFORMAZIONE”
martedì 14 aprile 2009
Si allunga la lista di coloro che seguono la scia delle “direttive” dei mezzi di comunicazione, invece di dare segno della propria autonomia.
Sono tanti gli “eletti dal popolo” che pur di apparire su qualche quotidiano, mortificano persino se stessi e coloro i quali dovrebbero rappresentare.
L’ultimo l’On. Filippo Panarello, deputato regionale messinese ex comunista e, oggi, esponente del PD che – anziché battere i pugni a Roma o a Palermo perché si faccia il punto franco a Messina (quello del 1951, non la zona franca che non serve a niente …) – preferisce accodarsi ai diktat di quei giornali che pretendono di “dettare la linea” utilizzando il mezzo di cui dispongono: la stampa.
Questi “giornali”, ormai lanciati nella carriera di “potere forte” messinese, preferiscono infilare le mani nella politica cittadina invece di dare notizie, come sarebbe loro dovere. E la notizia è che il punto franco “giusto” si può fare.
Lo sostiene senza alcuna riserva il Capo dell’Ufficio di segreteria della Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali, cons. Giorgio Riondino, che il 5 aprile 2004 scrive una nota al Ministro dell’Interno dichiarando di essere pronto ad approfondire la relativa problematica. Dello stesso avviso erano l' Ufficio legale del Senato e l’Avvocatura di Stato di Messina, che, in particolare, dichiarava vigente la normativa del 1951 e comunque non in contrasto con la normativa comunitaria. Di passaggio, a Venezia il punto franco è stato istituito nel 1999, dopo un’attesa analoga a quella di Messina… Questa nota fa giustizia delle sciocchezze, diffuse ad arte da chi ha interessi ben precisi, raccolte ed amplificate dagli “organi di informazione” di cui sopra “sparate” da ultimo, dal buon Onorevole regionale del PD, che ricordiamo più efficace come sindacalista che come politico.
Per quale motivo costui decida di inseguire l’informazione su battaglie degne di miglior causa, non è dato sapere: di certo non mostra di voler approfondire argomenti probabilmente più grossi di lui. Ma questo si aggiunge ad altri flop di ex comunisti approdati al blob del Partito Democratico e spiega la pochezza della corrente messinese ex comunista facente parte di quel partito. Certo è che in questo caso, per l’Onorevole regionale del PD, non si può dire come per altri “ogni cenacolo che si rispetti ha il suo Giuda di turno”; ma per decidere di occuparsi dei pochi euro che costa l’Ente Porto, anziché degli sprechi della Regione (e – perché no? – dell’Autorità Portuale), lasciando ad altri un tema così “di sinistra” potrebbe avere avuto motivazioni non meno “rudimentale” di quelle di qualche transfuga del battagliero consiglio di amministrazione, che continua a sostenere il Presidente dell’Ente Porto Saro Madaudo, alla faccia di tutto.