Le parole dell’Arcivescovo di Messina, Mons. Calogero La Piana, sull’emergenza democratica e sulla questione morale in città sono piombate come una pietra in uno stagno.
Le parole dell’Arcivescovo di Messina, Mons. Calogero La Piana, sull’emergenza democratica e sulla questione morale in città sono piombate come una pietra in uno stagno. Sinora i comunisti italiani, che da sempre sostengono che il mancato sviluppo del capoluogo e della provincia di Messina è da addebitarsi interamente ad una “volontà superiore”, che non solo controlla, ma addirittura gestisce il sistema e l’economia locale, sono stati lasciati soli a combattere contro politici e uomini di punta delle istituzioni accademiche indagati, contro favoritismi perpetrati in campo scolastico e concorsuale, contro soprusi ai danni dei ceti più deboli, e, in generale, contro i poteri forti che impediscono il libero svolgimento del gioco democratico in città. L’intervento dell’Arcivescovo giunge, dunque, gradito. E’ necessario, però, che dalle parole si passi ai fatti. Occorre che anche il mondo cattolico si mobiliti seriamente contro un sistema di potere radicato, a tutti i livelli, non solo nel capoluogo di provincia, ma anche in centri come Barcellona Pozzo di Gotto, Terme Vigliatore, Castroreale, Furnari, Mazzarrà Sant’Andrea e via continuando, dove il tessuto civile è intaccato dalla presenza capillare ed inquinante della mafia.
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