I FIGLI SO PEZZ'E CORE. CICCIO CURCIO HA "SISTEMATO" I FIGLI ALL'ATO3 ...
venerdì 23 gennaio 2009
E’ notoriamente un abile giocatore di biliardo, specialità shangai, ma anche un bravissimo mediatore e giocoliere di parole. Ciccio Curcio, democristiano doc, 55 anni appena compiuti.
dal blog di Enrico Di Giacomo
E’ notoriamente un abile giocatore di biliardo, specialità shangai, ma anche un bravissimo mediatore e giocoliere di parole.
Ciccio Curcio, democristiano doc, 55 anni appena compiuti, già nell’esecutivo nazionale del Movimento giovanile della Democrazia Cristiana, nel suo sito ufficiale (da questa mattina curiosamente in manutenzione, quindi non più visibile), aperto poco prima delle ultime elezioni amministrative che lo hanno visto perdente, utilizza uno slogan che la dice lunga: La mia famiglia, la mia forza.
Sarà sicuramente così. Ma anche per i componenti della sua famiglia Francesco, detto Ciccio, è stato e continua ad essere una colonna portante. E’ certamente una coincidenza (ma siamo stanchi delle coincidenze sempre a favore dei ‘figli di’) ma i due suoi figli, Roberta ed Antonio, da quando papà ha un ruolo attivo nei Palazzi e da quando anche loro hanno raggiunto l’età lavorativa, sono riusciti dove in tanti non hanno potuto, guadagnandosi piccoli incarichi all’interno di quell’ATO 3, e non solo, fino a pochi giorni fa presieduta dall’amico di sempre Franco Barresi (già sotto processo per turbativa d’asta, falso e abuso d’ufficio nell’inchiesta sulla concessione del quartiere fieristico alla “Compagnia del mare”, processo che si dovrebbe concludere a giugno di quest’anno), entrambi per anni all’interno dei DS, poi PD (adesso sia l’uno che l’altro sembrerebbero vicini alle posizioni del sindaco di AN Peppino Buzzanca, come già da tempo l’altro loro amico storico, diessino, Marcello Scurria, adesso consigliere del primo cittadino pidiellino).
Un paio di mesi fa scoprimmo che Roberta Curcio era stata nominata consulente ambientale dell’Ato 3, appunto. Ma prima ancora la bravissima Roberta aveva avuto affidato un incarico (giunta Genovese, PD), come ingegnere, per il Piano particolareggiato esecutivo, C1e a Faro superiore (5.000€ per 6 mesi).
Oggi, scorrendo la lista dei volontari idonei (con 58 punti) all’interno della lista dell’Ancol Messina (ufficio nazionale per il servizio civile) titolare del progetto “Dimensione ambiente-Zancle”, che prevede l’impiego di 170 addetti del servizio civile nell’attività dell’Ato 3 per la raccolta differenziata, la manutenzione del verde pubblico e la sensibilizzazione della cittadinanza alle tematiche dell’ambiente, non possiamo fare a meno di notare il nome di Antonio Curcio, giovane figlio del predetto. Il punto qual’è? Che non è accettabile che si continui ad utilizzare questi metodi poco trasparenti (quanti altri ‘figli di’ ci sono nella graduatoria?).
Antonio Curcio è sicuramente meritevole del posto conquistato. E non vogliamo farne un capro espiatorio. Ma il sistema che ha portato lui e gli altri 169 ragazzi non è chiaro. Tutto ha il sapore amaro di una operazione trasversale. A capo (nel ruolo di legale rappresentante) c’è l’assessore Melino Capone, proprio colui che ha presentato l’iniziativa in conferenza stampa. Di seguito pubblichiamo la denuncia (che pone quesiti a cui sarà bene rispondere al più presto) che oggi Enrico Pistorino del PD ha diffuso ai media.
Si parla di conflitti di interessi (Capone appunto), di clientelismo. E aggiungiamo noi anche la voce che vuole la moglie del sindaco Buzzanca (aspettiamo una smentita) interessata direttamente al progetto e insegnante ai corsi che verranno seguiti dai ragazzi. «I corsi – spiega l’assessore comunale al Lavoro, Melino Capone –, saranno tenuti da formatori specializzati dell’Ancol Messina, società il cui legale rappresentante è Salvatore Pettignano (è vero? E da quando lo è? A noi risulta ancora l’assessore Capone) accreditati presso il Servizio civile nazionale e già formati da loro.
Le domande presentate sono state oltre settecento e la selezione è già stata effettuata secondo requisiti stabiliti in precedenza». L’assessore ha precisato, inoltre, che ogni addetto sarà retribuito direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri con 433,80 euro mensili. «Grazie a questa iniziativa – dichiara il presidente dell’Ato 3, Antonio Ruggeri – i giovani potranno dare un aiuto concreto alla città e alle sue periferie».
Ciccio Curcio, il fustigatore dei pubblici amministratori, sarà d’accordo con noi. Ciccio Curcio, prima di essere bocciato dall’elettorato e prima di finire all’interno di un’inchiesta, ancora in corso, che lo vede indagato, assieme al parlamentare regionale del Pd Giuseppe Picciolo, come estensore di alcune lettere anonime all`ex assessore comunale all`Urbanistica Antonio Catalioto e il presidente di “MessinAmbiente” Antonino Dalmazio, si era contraddistinto per la grande attività all’interno del consiglio comunale e anche, spesso, per quella sua capacità di saper leggere le carte, individuare nomi e cognomi degli amici degli amici, denunciare tutto ai media e anche in procura. Adesso, vorremmo chiedere all’ex consigliere pieddino, cosa sia successo. Vorremmo capire se il fatto di ‘tenere famiglia’ con figli adulti, gli abbia fatto cambiare idea e visione della politica, della meritocrazia, della giustizia. O se è soltanto uno scivolone di un papà ansioso per il futuro dei suoi figli…
Enrico Di Giacomo
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