I saluti del segretario provinciale al convegno dell’Ernesto
domenica 11 gennaio 2009
Si è svolto sabato 10 gennaio, nella sala commissioni del Comune di Messina, il partecipato convegno sulla “Crisi del capitale, attacco al lavoro, moralità della politica, questione meridionale e il ruolo dei comunisti ”organizzato da “l’Ernesto”, con l'adesione del PdCI e del PRC.
A portare i saluti della federazione messinese del PdCI il segretario Antonio Bertuccelli, che dopo aver ringraziato gli organizzatori e gli esponenti nazionali dei due partiti per aver scelto Messina quale luogo d’incontro per discutere dei temi sopradetti, ha voluto marcare le ultime vicende messinesi.
“Temi che si legano strettamente tra di loro” - ha detto - “Messina balzata agli onori della cronaca per fatti morali che vedono coinvolte le massime cariche istituzionali cittadine e provinciali: dal Rettore dell’Ateneo all’attuale presidente della provincia ed ex viceministro, da magistrati all’ex presidente del consiglio comunale”.
Parentopoli, concorsi truccati, negazione della libera possibilità di partecipare a concorsi che “nella definizione erano pubblici, ma che in realtà erano confezionati su misura per pochi eletti”.
E sul ruolo dei comunisti: “Quale se non quello primario della sensibilizzazione delle coscienze?” “Quale se non quello essenziale di coraggiose denuncie? Denuncie - ha insistito Bertuccelli – alle quali però, devono seguire azioni e non solamente proclami”.
Ma soprattutto la “distinzione dai partiti che spesso sono impediti da fatti oggettivi dal poter esprimere una libera opinione su questioni di estrema importanza per la democrazia e per la trasparenza, quale quella della questione morale”.
I comunisti – ha dichiarato - devono portare avanti la linea della fermezza, della diversità che li caratterizza, della intransigenza e non quella del compromesso.
“Esistono, in questa provincia, come in altre, comuni con amministrazioni ibride”.
Da Castroreale, dove il sindaco del P.D. è sorretto da una giunta con assessori dell’estrema destra, a Taormina, la cui amministrazione di centrodestra esprime a presidente del consiglio un esponente della cosidetta sinistra radicale.
“Non può essere questa la via. Qui non si tratta di trovare la strada, ma di percorrerla”. A cominciare dall’unità dei comunisti, dei due partiti, ma “anche dall’unità con un altro movimento, molto più grande dei due partiti stessi, che è quello dei comunisti non organizzati”.
L’auspicio è che si cominci da subito. “Non è più tempo di attese, non è più tempo di tatticismi”.
“In questo momento di forte disorientamento democratico, quì definito bonariamente democrazia autoritaria, ma che un tempo avrebbe avuto un altro termine”, chiude con le parole di Umberto Terracini pronunciate durante il ventennio fascista: "Noi comunisti siamo più tenaci del tempo, più forti dei mali. Noi resisteremo".
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