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Il sindaco Buzzanca e la querela a Caporale PDF Stampa E-mail
mercoledì 22 aprile 2009
Sample Image“Quannu ‘u boi dici cunnutu ‘o sceccu” (Quando il bue dice cornuto all’asino). I Comunisti avanzano ipotesi di denuncia.

Le ultime vicende politiche-giudiziarie che vedono ulteriormente Messina agli onori della cronaca giornalistica, sono limitatamente veritiere.

Ci riferiamo a chi effettivamente ha fatto sì che la città si ritrovasse catapultata sui mezzi d’informazione non per record di cui andare fieri, ma per tristi primati che hanno gettato una luce cupa su Messina.

Precisiamo che non è colpa dei giornalisti se la qualità della vita in città è inesistente. Riteniamo responsabili dell’andazzo le varie Amministrazioni Comunali che si sono succedute e, nonostante tutto, continuano a governare.

Le denuncie che l’attuale amministrazione intraprende nei confronti di chi ha sviscerato, in maniera “cruda”, la propria opinione, diventano ridicole se non si guarda indietro per vedere che il primo cittadino (barcellonese) della città è colui che ha dato maggiori elementi agli operatori dell’informazione che si sono interessati del “caso Messina”.

Vogliamo ricordare a quanti sembrano aver dimenticato, Giunta e Consiglio Comunale compresi, che il capo dell’Amministrazione è balzato, e con lui l’intera città, agli “onori della cronaca” in molte occasioni.

I messinesi ricordano ancora la vicenda della guardia medica nelle Isole Eolie, e ricordano bene la “poco felice” circostanza del concorso ‘fantasma’ della Provincia che illuse centinaia di giovani, così come ricordano ancora la ormai storica vicenda dell’auto blu utilizzata dal Buzzanca per andare a prendere la nave da crociera e partire per una vacanza.

In quell’occasione fu dapprima sospeso dalla carica di presidente della Provincia e, dopo, dichiarato decaduto da sindaco della città. Che dire della la legge ‘ad personam’ che doveva servire per poterlo fare tornare in sella dopo essere stato cacciato come sindaco da un Tribunale? E del Commissariamento che la città di Messina ha dovuto subire per le cause di cui sopra? Ci scusiamo se ne dimentichiamo qualcuna.

L’attenzione delle maggiori testate giornalistiche ricadde per mesi e più su Messina.

Sempre clamorose inchieste, sempre clamorosi ’scivoloni giudiziari’ e tutte vicende “diffamatorie per l’immagine della città”.

Qui è il caso di citare una tipica frase dialettale messinese: “Quannu ‘u boi dici cunnutu ‘o sceccu” (Quando il bue dice cornuto all’asino).

E se i messinesi decidessero di denunciare, proprio per diffamatoria immagine della città, colui che la rese “celebre” il tal senso? Noi ci stiamo pensando.

La Federazione provinciale Pdci Messina




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