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L’8 AGOSTO. UN OSSERVATORE TRA I … TANTI PDF Stampa E-mail
giovedì 13 agosto 2009

Sample ImageManifestate contro il Ponte? Ed io nomino lo stesso giorno il Commissario per cominciarlo al più presto, anche senza soldi, senza progetto e senza tutto. di Attilio Camaioni

Gli italiani devono metterselo bene in testa: non devono frapporre il minimo ostacolo a chi governa essendo stato eletto democraticamente (?). Di conseguenza: i giudici non devono valutare ipotesi criminose che coinvolgano componenti dei ministri  governo o di esponenti della maggioranza, perché diventano automaticamente “toghe rosse”; i parlamentari dell’opposizione non critichino i disegni di legge se non vogliono essere considerati  indegni del dialogo con la maggioranza, o se non vogliono essere “azzerati”  a colpa di fiducia; e quelli della maggioranza non facciano perdere tempo al “capo”, se non vogliono essere sostituiti – alle prossime elezioni – da qualche velina “vergine”;  i telegiornali pubblici non diano notizie sgradite perché così attaccano il governo che gli da’ da mangiare (ingrati! succede solo in Italia); i giornalisti facciano come i cronisti sportivi: non facciano domande scomode o diventano eversivi …; quanto ai cittadini che non la pensano come Lui,  la smettano con le manifestazioni che non servono a niente (“Manifestate contro il Ponte? Ed io nomino lo stesso giorno il Commissario per cominciarlo al più presto, anche senza soldi, senza progetto e senza tutto. Intelligenti pauca …”).
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A questo punto è ozioso cercare di stabilire se eravamo tremila o ottomila: per una manifestazione fissata l’8 agosto (mah!) sono comunque tanti. Ingenui  e forse potenzialmente facinorosi. Per fortuna che c’è la Benemerita che tutela i cittadini-onesti-che-non-manifestano: ha fotografato freneticamente tutti i partecipanti dai balconi sul Viale, sopra Toluian. Quando i due volenterosi agenti-fotografi si sono accorti che io, Antonio Bertuccelli e altri compagni del Pdci li avevamo notati, ci hanno fatto quattro o cinque foto a raffica: e noi lì, a sorridere e fare ciao con la manina.  Magari, con un piccolo fotomontaggio, domani scopriamo di avere spaccato vetrine a qualche G8 … E comunque, se uno di questi giorni trovano la scusa per portarci in caserma (magari per aver detto a Larussa  che non vogliamo il Ponte), la partecipazione a quest’adunata sediziosa sarà un pericoloso precedente: nel portafogli rischiamo di farci trovare ben altro che innocenti lamette! Peggio ancora se – quando inizieranno i lavori – qualcuno si incatenerà davanti al cantiere: saremo i primi ad essere sospettati come mandanti. Certamente non la passeremo liscia come i due compagni che il 25 aprile dell’anno scorso, a piazza Municipio, sono stati “soltanto” perquisiti ed identificati dalla Digos perché avevano bandiere di partito e pubblicazioni politiche. Ma alla Digos, si sa, sono buonisti….
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A proposito di facinorosi portati in caserma per aver detto ad un ministro (Alfano) che non voleva il Ponte: avete visto il filmato di You Tube ? Al facinoroso gli stavano spezzando le braccia , ma al pronto soccorso ci sono andati i due agenti della Digos: pare che gli abbiano dato otto giorni.  Avranno preso botte dopo il filmato … Chi invece non ha rischiato niente è stato Renato Accorinti: danzava leggiadro davanti alla telecamera evitando accuratamente di avvicinarsi troppo ai contendenti. Temevo si mettesse sdraiato davanti all’auto della Polizia. Invece no: mi hanno spiegato poi che il suo “credo”  glielo vieta. In compenso non vieta le interviste. Ed anche alla fine della manifestazione contro il Ponte, ha imbonito gli astanti criticando chi aveva parlato di “rabbia”: dobbiamo essere “pacati” ha spiegato perché la rabbia è cattiva consigliera. Certamente, se non hai il problema di portare a casa la pagnotta mantieni l’aplomb, e le interviste vengono meglio …
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Nel corteo c’erano tutte le categorie di quelli che non vogliono il Ponte: tutti i partiti politici di sinistra, (infatti mancava il PD), sindacati (quelli autonomi), movimenti vecchi e nuovi come Comunisti- Sinistra Popolare, il variegiato mondo dell’ambientalismo, associazioni con sigle bizzarre, gli anarchici del circolo Malastrada. Anna Giordano non è riuscita a far autorizzare la partecipazione ufficiale degli ambientalisti di destra (a me sembra un ossimoro, ma nell’Italia di Berlusconi e dei Carbone ci tocca sentire anche questo …). Se ci fosse riuscita avrebbe partecipato di diritto anche “fascismo e(è?) libertà”, visto che quest’anno il simpatico ed innocuo Ciccio Rizzo non si è fatto sentire. Vi immaginate che sarebbe successo se si fossero “incontrati” con gli anarchici del circolo Malastrada? Peccato, alla Benemerita ed alla Digos gli è andata male, stavolta. Ma loro non disperano …
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Adesso, però, voglio dire qualcosa ancora più di sinistra. Al corteo c’erano soggetti politici che ormai hanno preso strade irreversibilmente diverse (comunisti-comunisti e mezzi comunisti/quasiPD)  e soggetti che cercano di incontrarsi su percorsi morotei (ricordate le convergenze parallele?);  progressisti senza partito e partiti senza prospettive di progresso; soprattutto soggetti senza potere, perché il potere non scende in piazza, ma fa danno anche a chi lo cerca onestamente. Ed allora:  se no-Ponte = ambientalismo = ammucchiata politica  (ovvero valore non strettamente politico, se non nella misura i cui contrasta le mire berlusconiane), i comunisti-comunisti  non possono metterlo in cima alla scala delle loro priorità. D’altro canto, i comunisti non escludono di incalzare il potere in relazione alle sue contraddizioni. Espongo un paradosso: se veramente portasse soldi, lavoro, benessere e infrastrutture/opere compensative ci comincerei a pensare  un po’ su. Insomma il Ponte fa schifo, ma ancora più schifo mi fanno i licenziamenti, le dismissioni di RFI, le occasioni sprecate da questa città che oramai è con la merda fino al collo, l’economia capitalista che crolla e travolge i più deboli e gli sprovveduti come i messinesi. Dice: che c’entra? Vengo e mi spiego. Una mia efficientissima amica, in quota MPA, mi vede passare dal suo balcone e mi chiama sul telefonino: “Tutta questa gente che dimostra contro qualcosa, non potrebbe manifestare per altre cose altrettanto importanti? Contro la strategia di RFI di separare la Sicilia dall’Italia, per esempio? Non per difendere Lombardo …” “Sei disinformata, replico: il no al Ponte si accompagna a tante altre richieste positive, fra cui anche questa”. A questo punto la domanda si ribalta. Che cosa è disposto a fare “veramente” Lombardo per Messina, invece  di accontentare le solite lobbies di farabutti sulla pelle dei messinesi? Perché non si batte per fare il punto franco, anziché chiudere l’Ente Porto e prospettive economiche per 3000 posti di lavoro e miliardi di fatturato? Perché non cerca di smentire il convincimento di molti messinesi, compreso me, che i catanesi di tutti i partiti hanno in comune l’obiettivo di distruggere  Messina?


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