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LAVORATORI E SINDACALISTI CONDANNATI A MESSINA PDF Stampa E-mail
mercoledì 25 gennaio 2012
Sample ImageFederico Martino (Pdci-Fds): la legge sia uguale per tutti. Si condanni anche chi non paga gli stipendi, mettendo a rischio la vita dei dipendenti

 Sono stati condannati a 15 giorni di reclusione e al pagamento di 570 euro ciascuno i 49 imputati fra i quali spiccano i nomi del segretario regionale dell’Orsa, Mariano Massaro e di Filippo Sutera della Cub Trasporti, per interruzione di pubblico servizio. Avrebbero impedito agli autobus, durante lo sciopero nazionale dei trasporti del 6 novembre del 2008, di lasciare la sede dell’Azienda Trasporti Messina.

 

"L'interruzione di pubblico servizio è un reato e, in quanto tale, va sanzionato ma bisognerebbe far valere il principio dell'isonomia, in base al quale tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge".

 

Lo afferma Federico Martino, portavoce regionale del Partito dei Comunisti italiani-Federazione della Sinistra, commentando la sentenza di condanna di quarantanove persone, fra lavoratori dell'Atm di Messina e sindacalisti che nel 2008 al culmine di una protesta - esasperati perché da mesi non percepivano lo stipendio - impedirono l'uscita degli autobus dalla sede di via La Farina.

 

 Una provocazione che invita a riflettere quella di Martino, secondo il quale perché la legge sia davvero uguale per tutti, "sarebbero da condannare anche i vertici dell'Atm per tentato omicidio, perché se per sei mesi non paghi i lavoratori c'è il rischio che muoiano di fame".

Il dirigente del Pdci-FdS fa rilevare infine la solerzia e lo zelo con i quali le forze dell'ordine in Italia siano solite intervenire nei confronti dei lavoratori in lotta per difendere il posto di lavoro o il salario, "mentre per una settimana, presumibilmente dietro disposizioni ben precise, sembrano non essersi accorte di un'intera regione, la Sicilia, paralizzata e 'interrotta' in tutte le sue attività da un movimento di ispirazione quanto meno dubbia, come quello dei forconi". 




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