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sabato 18 aprile 2009 |
Cosa deve succedere prima di novembre a Messina? Si teme la bocciatura del Piano Regolatore del Porto?
Dedico il presente comunicato al simpatico dr. l.d., cronista della Gazzetta del Sud, nella speranza che reiteri la sua appassionata richiesta di licenziamento in tronco del sottoscritto al sindaco Buzzanca. Prendiamo atto che anche il Comune di Messina desidera accodarsi ai caudatari di quegli organi di informazione (?) che con mirabile lungimiranza vogliono distruggere ogni possibilità di realizzazione del punto franco a Messina, previo abbattimento di tutte le attività produttive della zona falcata, cantieristica compresa. Appare miope il pronunciamento del Sindaco di Messina in merito alla questione, e lo sguardo sembra rivolto più a Palermo che a Messina. Questo atteggiamento conferma il sospetto – che ha fatto inferocire il dr.l.d.- che la decisione di “ripulire” la Falcata è stata presa per effetto di un’ampia convergenza di interessi a livelli sufficientemente elevati, e conferma il disinteresse del Comune di Messina per lo sviluppo economico della città. Ciò è dimostrato, nell’ambito dell’attuale Giunta Comunale, dalla presenza di ben tre deputati regionali, che – non potendosi occupare a tempo pieno del Comune - affidano le proprie iniziative a “delegati”, o ad iniziative - di immagine ma - inevitabilmente limitate o di breve durata. Manca una programmazione di ampio respiro e, in buona sostanza, il rispetto per la Città. D’altronde, il disinteresse del Comune di Messina per l’economia cittadina è cosa nota fin dagli anni settanta/ottanta, quando – defenestrato l’ultimo sindaco con effettive capacità manageriali, e fermati in larga misura i lavori pubblici – si decise di puntare sull’edilizia speculativa e sugli interventi di economia assistita. Oggi quel processo celebra il suo ultimo atto: mettere le mani sulla zona Falcata sulla pelle dei messinesi. E a questo processo l’unico che si oppone è l’Ente Porto, come dimostra il presidente Madaudo nell’intervista al settimanale centonove, forte del suo possesso di parecchie aree, delle quali alcune sono in proprietà. Se il problema fosse il suo Consiglio di Amministrazione basterebbe aspettare fino a novembre, quando questo arriverà alla fine del mandato. Invece qualcuno vuole l’immediato scioglimento (che non potrà maturare prima di quel tempo, ove si decidesse di attuarlo davvero) perché ha fretta: Ma perché tanta fretta? Che cosa deve succedere prima di novembre? Si teme forse la bocciatura del Piano Regolatore del Porto, per effetto delle Osservazioni presentate dal Presidente dell’Ente Porto Madaudo?
Attilio Camaioni, segretario cittadino Pdci Messina
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