Antonio Bertuccelli (PdCI) scrive al sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca: <<Lei tenta di nascondere al “popolo bue” il baratro che si sta aprendo sotto i nostri piedi entro pochi anni. La città pretende la verità. Né fumo, né pietose bugie.>>
Egregio dr. Buzzanca, leggo la Sua lunga ed appassionata esortazione, con la quale Lei, da sindaco di Messina - per la seconda volta a rischio di decadenza per Sua esclusiva colpa - chiede un enorme contributo finanziario (500 milioni di euro) alle massime cariche istituzionali (Napolitano escluso).
Certo, c’è la ricorrenza del centenario del terremoto; certo, c’è il progetto di Ponte sullo Stretto, che richiede di migliorare tante strutture; e dunque occorrerebbero “interventi finanziari immediati e procedure amministrative “accelleratorie” (con una sola elle, sig. Sindaco, La prego …) che non possono attendere i tempi di realizzazione del Ponte, al quale il PdCI si opporrà con tutte le sue forze, e delle opere ferroviarie conness”.; e ci sono i tanti problemi del bilancio comunale comprese “inopinate scelte finanziarie operate in passato con i contratti di swap e di emissione di prestito obbligazionario”.
Ma, sig. Sindaco, uso un termine non familiare a me, mi consenta. Per il centenario del terremoto la sollecitazione mi sembra tardiva, mentre per le così dette opere compensative è troppo prematura. Restano i problemi del bilancio: e qui la Sua richiesta è fin troppo tempestiva, e segue di ventiquattrore la notizia dei 140 milioni che Lombardo ha ottenuto dal “duce” Berlusconi per la sua Catania prossima al dissesto.
Capisco il Suo dispetto: se a Catania regalano 140 milioni, io ne voglio almeno 500, altrimenti il Ponte se lo sognano.
Ma questo è solo fumo, mi consenta. A meno che …
Sarebbe interessante sapere se questa cifra viene fuori da un conto preciso di opere rapidamente cantierabili (ma a Messina questa è pura utopia …) o se serve a tappare buchi ben più grossi di quelli di Catania a causa delle inopinate scelte finanziarie operate in passato con i contratti di swap e di emissione di prestito obbligazionario. E l’immediato consenso di Genovese non mi rassicura: al contrario mi terrorizza.
In questo caso la città ha diritto di sapere ed io lo pretendo immediatamente. Altrimenti vuol dire che oltre che giocare in periodo elettorale con candidature a rischio, Lei tenta di nascondere al “popolo bue” il baratro che si sta aprendo sotto i nostri piedi entro pochi anni.
La città pretende la verità. Né fumo, né pietose bugie.
Antonio Bertuccelli, segretario provinciale PdCI Messina
Commenti (1)
Scrivi Commento
Si prega di inserire commenti riguardanti l'articolo.
Commenti ritenuti offensivi verranno eliminati.
E' severamente vietato qualsiasi tipo di spam. Cose del genere verranno cancellate.
Assicurati di aggiornare(refresh) la pagina per visualizzare un nuovo codice.
Ovviamente questo accade se hai inserito il codice errato.