"Archiviata la morte dei nostri colleghi, archiviata la tragedia di quattro famiglie che hanno perso i propri cari periti durante l’espletamento delle proprie funzioni; ancora una volta la colpa è solo del morto!!!"
E’ sempre la stessa triste musica, quando si verificano le morti accidentali sul lavoro, in modo particolare nell’ambito ferroviario, siamo costretti a registrare gli atteggiamenti pilateschi di una discutibile giustizia che tende a scaricare le responsabilità su chi non può più difendersi. Quante volte abbiamo dovuto incassare inermi le puntuali sentenze di “errore umano” dopo le tante (troppe) tragedie ferroviarie che ogni anno si verificano nelle rotaie nazionali? Quante volte siamo stati costretti ad arrenderci allo strapotere aziendale che irride i lavoratori quando rivendicano sicurezza? Quante volte abbiamo dovuto sopportare atteggiamenti di finto cordoglio da parte di una dirigenza cinica perennemente impegnata a infliggere tagli ai già precari livelli di sicurezza? TROPPE VOLTE!!! Di chi è la responsabilità di tutto questo? È anche nostra! E’ anche colpa di un sindacato “imborghesito” che ha perso di vista il proprio ruolo ed ha imparato a barattare diritti e tutele nei tavoli delle trattative. Insinuando lo spauracchio della disoccupazione, azienda e sindacati compiacenti, hanno inferto pesanti limitazioni ai livelli di sicurezza, agente solo sui treni e tagli alle tabelle d’armamento sulle navi sono esempi emblematici dei nefasti risultati ottenuti dell’azienda che ha saputo approfittare dell’inefficacia di un fronte sindacale effimero, rappresentato da soggetti che del sindacato hanno fatto professione e sono lontani anni luce dalla complicata realtà che si vive giornalmente sul posto di lavoro. E’ colpa dei lavoratori, si anche dei lavoratori! Di quei lavoratori senza la coscienza dei diritti che all’indomani della tragedia del Segesta si sono posizionati nel ruolo di controparte dei colleghi impegnati ad impedire il taglio alle tabelle d’armamento, è colpa di quei colleghi che in cambio di carriere veloci si sono prestati al gioco aziendale sostituendo comandanti e direttori che coraggiosamente, sotto la propria responsabilità, hanno tentato di impedire l’esercizio delle navi con equipaggio insufficiente a garantire il protocollo della sicurezza. Adesso è tutto a posto, il comandante della Susan Brochard è tranquillamente tornato a casa, la responsabilità della Zancle è stata archiviata, le tabelle d’armamento e la sicurezza nella sparuta flotta ferroviaria sono al minimo storico, il personale che si è prestato al gioco aziendale può godersi i risultati economici della brillante carriera veloce gentilmente elargita dall’azienda… Per chi resta è tutto a posto, è solo colpa del morto!!! Scusate lo sfogo
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