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"NINO PINO BALOTTA", ANCORA UN ESPOSTO DEL PDCI PDF Stampa E-mail
lunedì 14 dicembre 2009
Sample ImageVolontà testamentarie di Nino Pino Balotta: convocato in Procura il segretario provinciale del PdCI. Lettera di protesta all’Arcivescovo di Messina.

Il Partito dei Comunisti Italiani comunica che il segretario provinciale, Antonio Bertuccelli, è stato convocato, nei giorni scorsi, negli uffici della Procura di Barcellona P.G., in merito alla vicenda ereditaria di Nino Pino Balotta. Ha confermato “in toto” il contenuto degli esposti precedentemente inoltrati ed ha presentato, in data odierna, un nuovo esposto, resosi necessario a causa della messa in circolazione, ad opera di terze persone, diverse dall’Università di Messina, l’unica che ne ha diritto, per testamento, di carte, addirittura inedite, e della rappresentazione, in contesti o luoghi religiosi, di opere di Nino Pino Balotta.

Su quest’ultimo aspetto, il PdCI ha inviato una lettera di protesta (quì sotto riportata) all’Arcivescovo di Messina, Monsignor La Piana, visto che Nino Pino, non solo è stato dirigente del movimento ateo italiano, come presidente dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, ma ha disposto nel proprio testamento di voler essere considerato ateo “in vita in morte e dopo morte”.

LA LETTERA DEL PDCI ALL'ARCIVESCOVO DI MESSINA

Ill/mo Monsignore,avrà certamente avuto notizia della contrastata vicenda dell’eredità dell’on. prof. Antonino Pino, noto come Nino Pino Balotta, figura di rilevo nella politica e nella cultura siciliana e messinese del secondo dopoguerra, essendosene la stampa ampiamente occupata.

Noi, come comunisti, abbiamo contestato il modo come tale vicenda è stata gestita e tuttora viene gestita ad opera di un comitato sorto a Barcellona P.G., città natale di Pino, in occasione del centenario della sua nascita, e del quale fanno parte associazioni e personalità di vario orientamento: si va dai massonici ai cattolici, dalla destra al centro-sinistra, agli anarchici.

I punti essenziali da noi sottolineati sono due: il totale disinteresse dell’Università di Messina, titolare per testamento dei beni e diritti dello scienziato barcellonese, e l’opera di vera e propria rapina del materiale documentario da lui lasciato ad opera di soggetti che non hanno alcun titolo per farne uso, e che sono alla testa del suddetto comitato. Della questione abbiamo investito la magistratura.

Perché ci rivolgiamo a Lei ? Lo facciamo con riferimento ad alcuni fatti che coinvolgono nell’attività illecita ambienti del mondo cattolico e della stessa Chiesa barcellonese.

I giornali, di cui Le accludiamo copia, ove la cosa Le fosse sfuggita, hanno dato notizia:

1) di una recita di testi inediti di Nino Pino nell’ambito di una manifestazione svoltasi nella chiesa dell’Immacolata di Barcellona P.G. e organizzata dalla Confraternita di Maria Santissima Immacolata. Autore della recita è stato Nino Costa, da identificarsi col presidente del Comitato di cui si è detto e che non risulta essere nell’organico dell’Università di Messina, proprietaria – lo ripetiamo – delle carte di Nino Pino e sola a poterle detenere e diffondere;

2) di una rappresentazione dell’atto unico di Nino Pino “U tamburu” tenutasi ad opera della compagnia teatrale “S. Cattafi” nel teatro dell’Oratorio Salesiano di Barcellona P.G., nel quale l’associazione “S. Cattafi” ha la propria sede legale. Per tale rappresentazione vale lo stesso discorso fatto sopra.

I fatti in parola, oltre ad avere un evidente risvolto giuridico, ne hanno un altro ben più grave di natura morale. Le due manifestazioni tenutesi in ambito ecclesiastico fanno violenza alla storia e alla personalità dell’uomo e dell’intellettuale Nino Pino, che notoriamente fu un ateo fino alla fine dei suoi giorni, e che come tale volle essere riconosciuto e rispettato. A riprova, si legge nel suo testamento: “Io sono senza religione e senza Dio: un ateo. Desidero che questa mia irrevocabile volontà venga, essa pure, integralmente rispettata in vita in morte e dopo morte”. Il periodico “La Ragione” (n. 6, novembre-dicembre 1981), organo dell’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, riporta l’intervento di Nino Pino all’atto della sua elezione a presidente della suddetta associazione, in occasione del congresso di Genova del 3-4 ottobre 1981. In esso Pino  sottolinea l’impegno, suo e dei suoi compagni,  “per uno Stato laico, moderno, e affrancato da ingerenze e ipoteche ecclesiastiche, e in cui possa infine affermarsi non solo la parità per tutti i credi ma la libertà di essere, in eguale dignità, liberi pensatori e atei”.

La Chiesa rivendica giustamente il diritto dei cattolici a professare liberamente le proprie idee e il proprio credo. Altrettanto pensiamo che possano pretendere tutti coloro che sono estranei a tale credo.

Non fa d’uopo richiamare quanto è stato proclamato dal Concilio Vaticano II a proposito del rapporto tra credenti e non credenti. Così come è superfluo rifarsi alle posizioni sostenute nei fatti dai comunisti italiani sul rispetto della libertà religiosa e di opinione, anche quando da altre parti prevalevano in materia atteggiamenti faziosi e tutt’altro che sereni.

Noi comunisti messinesi, che abbiamo avuto modo di apprezzare Sue recenti prese di posizione contro la pratica dei poteri dominanti nella città e nella provincia di Messina, pur nella distinzione di ruoli tra religione e politica, ci auguriamo che Ella vorrà autorevolmente intervenire onde far cessare, almeno per quanto riguarda la parte cattolica, l’opera di grave manipolazione e bassa strumentalizzazione che si va svolgendo nella città del Longano sulla figura di Nino Pino, che va riconosciuto e rispettato per quello che fu e volle essere.

A ciascuno il suo, è il caso di dire, perché quello di confondere le acque è il metodo usato dalle forze peggiori della nostra società, quelle forze che anche Lei, Monsignore, crediamo voglia combattere.

Cordialmente.

Antonio Bertuccelli, Segretario Provinciale PdCI Messina




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