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Paolo Saglimbeni, testa d'ariete del PD “diversamente coerente” PDF Stampa E-mail
giovedì 11 dicembre 2008
Sample Image“Le ideologie sono finite, il dialogo è un dovere, chi collabora non è un traditore, chi cambia schieramento non è un venduto”. Il consigliere comunale del Pd, sostiene la “strategia attuata da Lombardo all’Ars”. Il partito di Veltroni tenta di sperimentare a Messina il “nuovo inciucio”.

 ”Maggioranza a geometria variabile” la definisce Paolo Saglimbeni, consigliere comunale a Messina del PD  spalleggiato dal capogruppo Marcello Greco.

«Nella contrapposizione tra contrari e sostenitori all’ipotesi di maggioranza a geometria variabile, strategia sostenuta anche dal governatore siciliano Lombardo e praticata con successo recentemente all’Ars, hanno sicuramente ragione questi ultimi» - sostiene il consigliere nella nota diffusa ieri – tutto dipende dal «modo di intendere il modello bipolare del sistema politico».

Chi è contrario ha una visione poco “elastica”, basata sul principio maggioritario e la conseguenza, in questi casi, è una: «Chi collabora con la maggioranza è un traditore delle proprie idee, degli alleati, degli elettori, se poi dallo schieramento di minoranza passa alla maggioranza è un venduto e basta».

«Con la fine delle ideologie – continua imperterrito - è definitivamente tramontata l’irriducibilità degli schieramenti. I programmi si somigliano sempre di più nella loro genericità, insomma lo schema bipolare non necessariamente è indice di contrapposizione».

«E’ arrivato il momento – insiste l’esponente politico – di tenere conto del fatto che l’opposizione ideologica e pregiudiziale ha fatto il suo tempo. In Sicilia, alla Regione, dove un’opposizione costruttiva non può non sostenere Lombardo nell’impervio percorso di rinnovamento, votando leggi e provvedimenti condivisi, e agli enti locali territoriali». Tutto questo nel silenzio assoluto del suo partito: il PD.

Ma chi è politicamente Paolo Saglimbeni? La sua indiscussa capacità di assumere repentinamente posizioni differenti e/o alternative a quella immediatamente precedente, è notoria. Esponente di primo piano della Lega delle Cooperative, affascinato in un primo tempo dal centrodestra con “Nuova Sicilia”, poi con il centrosinistra con la “Margherita” e con il Pd di Francantonio Genovese, consigliere comunale delle varie maggioranze, tranne che nell’attuale.

Ma parlare della sua capacità camaleontica, dimostrata con buon profitto, sarebbe solamente gossip e limitarci a pensare che le sue dichiarazioni siano a titolo personale è da stupidi.

Il PD tenta di sperimentare nel laboratorio politico del comune di Messina il “nuovo inciucio”.

In una cosa vogliamo dare ragione al consigliere: «i programmi si somigliano sempre di più nella loro genericità». Ma a questo punto qualche domanda nasce spontanea: non lo avevamo detto per tempo noi comunisti? La conferma arriva dallo stesso PD.

Inoltre, il famoso appello al voto utile promulgato da Veltroni e C., che senso ha avuto, vista la simmetria programmatica, se non quello di mettere fuori gioco intere classi sociali che attraverso i proprio rappresentanti , coerentemente, hanno da sempre messo in discussione quei programmi? Non ultimo: Gli impegni presi con i propri elettori, esistono ancora?

Lo ribadiamo: Per noi di utile c’è la difesa dei ceti più deboli, la difesa della dignità del lavoro, sia di quello salariato, sia di quello a partita iva. Siamo ideologicamente legati a queste classi sociali e, per noi, non saranno mai “utili idioti” come questi signori del trasformismo li considerano.




  Commenti (3)
 1 piatto ricco mi ci ficco
Scritto da vice, il 11-12-2008 18:44
dispiace deludere una sì bella tempra di politologo, ma la politica a geometria variabile a Messina la sta già attuando AN, e Pergolizzi ne è il profeta. Ad esempio sta già bloccando il project financing dei cimiteri (con il coerente appoggio di tutto il centrosinistra). Con buona pace di Saglimbeni che a questa "cosa" è fortemente interessato. Se fosse furbo Saglimbeni si accorderebbe con Pergolizzi (ed anche con Trischitta che probabilmente sta regolando l'apertura alare ...) per chiedere a Buzzanca, che so?, la stabilizzazione dei precari; o la rinuncia al ponte sullo Stretto; o - meglio ancora - servizi più efficienti. Ma temo che queste cose non hanno l'apertura alare corrispondente alle aspettative dell'ex sindacalista. Che forse spera soltanto in una legittimazione preventiva delle oscillazioni del suo pendolo, per non dover fare sempre la fatica di passare da un lato all'altro della linea Maginot. Se tutti accettiamo questo principio, sarà normale sentire un continuo tic tac rimbombare nel consiglio comunale. Ed il Paolo cittadino, non più d'assalto, potrà ambire - in una giunta di destra - a quel posto di assessore che Greco ha ottenuto - anche per merito suo - da Genovese.
 2 il vero significato di Pdl
Scritto da Giovanni Denaro, il 12-12-2008 15:37
E' chiaro da tempo che non esiste più una linea Maginot tra centrodestra e centrosinistra. Esiste quello che io definisco il Partito Democratico delle Libertà (Pdl) un unico blocco formato da PD e PDL (quello vero)la cui unica differenza è la lettera L. Anche a Palermo in consiglio comunale (oltre che all'ARS) si fanno esperimenti di alleanze Pd-Mpa, sono alleanze di convenienza (per Lombardo e non il Pd) che hanno lo scopo di fare passare il controllo delle clientele dagli amici di Cuffaro a quelli di Lombardo. Alla fine il centro destra troverà il compromesso e rimarrà compatto. In questa operazione alla fine ci rimetteranno nell'ordine i cittadini siciliani, il Pd e penso anche l'UDC un partito che a mio avviso non ha oramai alcun motivo di esistere visto che non è più in grado di gestire i suoi centri di potere. Poteri che presto o tardi andranno a Lombardo il quale con la benedizione del Pd(per l'eternità all'opposizione) governerà la Sicilia per 10 anni.
 3 Facciamo insieme una riflessione
Scritto da Aldo Infuso, il 12-12-2008 16:13
La questione non è un semplice assetto delle allenze tipiche del sistema proporzionale, per indenterci, quando si votava con il sistema proporzionale, dove si poteva derminare un nuovo assetto delle allenze all'interno di un consiglio comunale o provinciale e così via dicendo. In quel sistema elettorale venivano garantite: 1)la rappresentanza democratica; 2) esistevano regole di democrazia nella suddivisione dei nruoli istituzionali;3) c'erano i partiti che rappresentavano lo strumento democratico di rappresentanza dei cittadini. 
Questo scenario è cambiato con l'introduzione del maggioritario. Un maggioritario che conservava una quota di proporzionale nelle elezioni nazionali, mentre, per i livelli delle autonomie locali, si determinava una suddivisione dei compiti tra potere esecutivo ( Giunte) e potere di controllo (i Consigli). Adesso c'è stato un ulteriore stravolgimento. I Partiti decidono su liste bloccate e si tende ad escludere la partecipazione elevando al massimo la soglia di sbarramento. I primo elemento di cambiamento del sistema elettorale si determinò al grido della GOVERNABILITA', questi cambiamenti si stanno determinando al fine di favorire una maggiore fusione dei partiti per arrivare solo a due poli di riferimento: in teoria, quello democratico e quello conservatore. 
La prima questione è questa: quali sono gli spazzi di partecipazione democratica? Quale ruolo e quale funzione hanno i poteri dello Stato? Cioè il potere esecutivo e potere legislativo? E'singolare il fatto che nel corso degli anni si sia determinato un'abbassamento del livello di democrazia senza che siano state determinate le regole di vita democratica dello Stato. Con questo meccanismo al ribasso, cioè con la diminuzione della democrazia ognuno continua a ritagliarsi spazi che più gli si addicono. Ad esempio la lega pensa che con il federalismo e con lo smebramento dello stato si elimini una zavorra che è rappresentata dal sud. Il neo partita centrista, quello dei DP che guarda con interesse al modello americano, adesso pensa che sia necessario dotarsi di due livelli di intervento: uno al nord e l'altro al sud, cioè il partito del nord e il partito del sud. Al nord ci si può alleare con la lega, al sud ci si può alleare con Lombardo, con il volto pulito " di una nuova onorabile società " non a caso il parlamento siciliano trova subito compattezzanell'approvare la nuova legge elettorale con soglia di sbarramento al 5 %. 
In questo quadro, avendo presente che l'unico problema è quello della presa del potere ( come si fa a tenere lontana dal governo, dagli assessorati, dalle società di gestione un partito come il PD,tutto diventa lecito anche quello delle alchimie geometriche dove si possono comporre e scomporre tutte le maggioranze possibili. Non a caso il disegno inizia da Messina dove un noto e facoltoso albergatore, divenuto segretario del PD in Sicilia, avvia un processo che non è solo di trasformismo ma è l'aquisizione arrogante e prepotente dell'idea tipica delle destre e che riguarda la gestione del potere e dei poteri. 
Penso che è arrivato il momento di una analisi approfondita della società siciliana ad iniziare dal governo della regione. Quali leggi sono state prodotte? Cosa è cambiato con il becero meridionalismo di Lombardo per i siciliani? Quale ruolo per la chimica e cantieristica? Come pensa il governo della Regione di contrastare la crisi in atto? Da quello che mi risulta nessuna legge significativa, solo una forte tensione sulla sanità, dove anche qui, si tenda di far pagare le conseguenze di una gestione che, prima ancora di essere clientelare, aveva e forse ha, il governo della mafia. Dove si chiede alle forze progressiste della Sicilia di parteggiare per l'attuale assessore, persona degna e onorabile certamente, ma con chi fu concordato tutto cio'? 
Penso che a noi comunisti spetti un compito di salvare dal disastro questo paese, la nostra regione. Non c'è dubbio che uno Stato che non ha regole, alla fine del suo ciclo produce forme di governo autoritarie. Dobbiamo ripartire dalla legge elettorale ad esempio quella regionale va impugnata. PRIMO:BISOGNA INDIRE UN REFERENDUM, QUESTA LEGGE VA ABROGATA. SECONDO:BISOGNA RIPARTIRE DALLA SOCIETA'. Dobbiamo, questo si, aggiornare la nostra visione di che cosa è oggi il meridione, va sostenuta con una azione culturale più incisiva l'iniziativa della magistratura e delle forze dell'ordine, va promosso un piano straordinario per il sud, per creare nuovi posti di lavoro,di sviluppo: una nuova società. Ecco facciamo di questo un sondaggio, promoviamo ovunque discussioni,assemblee, incontri. Dobbiamo parlare ai cittadini. Dobbiamo costruire l'unità su queste questioni e risvegliare dal torpore e dallo sconforto in cui sono caduti tanti compagni e tante compagne in questi anni. Pio La Torre ci ha insegnato che non esistono cose difficili e cose facili ( Basta pensare al movimento per la pace e contro la militarizzazione dell'isola) ci sono cose che si possono fare e cose che non si possono fare. Questa battaglia che intreccia democrazia e sviluppo penso che sia una battaglia che i comunisti e il popolo siciliano possono e bebbono fare per la nostra terra, per i nostri figli. Aldo Infuso

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