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Petrucci (PdCI) sul sit-in del 7 gennaio PDF Stampa E-mail
giovedì 08 gennaio 2009

Sample ImageIl PdCI siciliano, pone ancora con fermezza la questione morale, che è questione politica, di civiltà, di libertà e di giustizia. Più tenace del tempo, più forte dei mali, a condurre siffatta, sacrosanta battaglia.

Un vivo apprezzamento alla federazione messinese del PdCI per aver organizzato il sit-in del 7 gennaio, con lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui fatti, di rilevanza penale, che hanno interessato il Presidente della Provincia e il Rettore dell’Università.

Il PdCI ritiene, a ragion veduta, intollerabile la permanenza di Ricevuto e di Tomasello nelle loro cariche.

            Il sit-in doveva essere un momento di espressione democratica contro le malepratiche che uccidono la Politica, soggiogano i cittadini, distraggono le loro risorse per fini illegittimi, offendono i loro diritti e la loro dignità.

Poteva essere, anche a Messina, l’occasione per rilanciare sul campo la questione morale, che è questione politica di primaria importanza.

            La cronaca riferisce che al sit-in erano presenti solo le compagne e i compagni del PdCI, mentre le altre forze democratiche, che pur avevano dato formale adesione, non si sono viste.

            E’ compito della Federazione di Messina accertare e valutare i motivi di tale assenza. Da parte mia, mi limito a segnalare, con rammarico, la cocente attualità di una definizione di Luigi Pirandello sui Siciliani: “ Ognuno è e si fa isola a sé, e da sé si gode”.

            Il PdCI di Sicilia non ci sta!

I Comunisti italiani di Sicilia vogliono ribaltare le ragioni di quella definizione e concorrere, con spirito unitario, ad invertire una siffatta tendenza di presuntuosa, velleitaria autosufficienza che porta alla dissoluzione di ogni ipotesi di crescita civile della nostra terra.

            Crisi economica, crisi del lavoro, corruzione diffusa, intrecci perversi tra politica, malaffare e criminalità organizzata esigono risposte propositive e strategie adeguate. Oggi ancor più di ieri! Ora e subito, nel nostro presente caratterizzato, tra l’altro, dalla perdita del senso della comunità, senza il quale non può esserci società ma solo barbarie.

            Fermiamo questa china perversa sulla quale stiamo rotolando!

            Non c’è nessuna comprensibile ragione per la quale le forze e le soggettività sane, soprattutto della sinistra, debbano essere isole a sé, di fatto sorde, mute ed impotenti di fronte alle terribili occorrenze che ci investono.

Lavoriamo insieme in azioni concrete di resistenza e di ricostruzione, mettendo da parte, se c’è, ogni piccolo interesse di bottega.

Diamo una concreta, visibile sponda a chi ha perso fiducia nella politica e nella possibilità di vivere in un mondo più giusto, in una Sicilia diversa.

            Il PdCI siciliano, nel porre ancora con fermezza la questione morale, che è questione politica, di civiltà, di libertà e di giustizia, auspica di non rimanere da solo, più tenace del tempo, più forte dei mali, a condurre siffatta, sacrosanta battaglia.

Palermo 8 gennaio 2009

Salvatore Petrucci, Segretario regionale PdCI Sicilia




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